Vettori low cost: contributi si o contributi no?

La questione dei contributi ai vettori low cost, anche se previsti dall’Unione Europea a determinate condizioni, è da sempre oggetto di un acceso dibattito tra le destinazioni. In realtà, si tratta di un finta controversia: le low cost hanno bisogno in aeroporto di costi operativi molto contenuti che non vadano oltre i 15 euro a passeggero; questo obbliga le società di gestione aeroportuali ad applicare tariffe ridotte per le manovre aeroportuali (handling, dispatching, ecc..), a disegnare complesse architetture finanziarie per applicare questi prezzi e a ridurre le tariffe in base agli obiettivi prefissati in termini di passeggeri trasportati.

Alle compagnie aeree, inoltre, sono garantiti dei rimborsi sui passeggeri. Sogaer, la società che gestisce l’aeroporto di Cagliari, per esempio, rifonde le low cost che attivano nuovi collegamenti con gli scali europei non serviti da voli di linea. Il tariffario proposto dalla società è di 6,5 euro per ogni passeggero in alta stagione e 10,00 euro durante l’inverno. Non sono gli unici: la Regione Piemonte ha preso accordi con Ryanair ma anche con Alitalia, lo stesso succede nel Friuli Venezia Giulia, in Trentino, con l’aeroporto di Verona, Treviso, Brescia e anche Bologna.

È diffusa la convinzione che Ryanair esiga dei contributi economici consistenti per aprire e anche per mantenere i collegamenti. In realtà, si tratta di una pratica consolidata, adottata da tutte le low cost e non solo; anche Alitalia contratta con le Regioni l’apertura di nuove tratte, la chiusure di quelle meno ‘battute’ o semplicemente la conferma dei collegamenti.

Il punto è capire quanto sia sostenibile questo modello per le destinazioni, specialmente in momenti di difficoltà finanziaria. È molto difficile conoscere il valore dei contributi complessivi percepiti dai vettori perché tutti hanno interesse a tenerlo nascosto. Ryanair, per esempio, include nei contratti la clausola di confidenzialità sugli accordi economici.

Recentemente, il gruppo Air France-KLM ha quantificato in 660 milioni € i contributi ricevuti dalle Amministrazioni, Camere di Commercio ed altri enti in Europa. In realtà, ogni destinazione riceve richieste di contributi da parte di tutte le compagnie low cost, da Air Berlin a Easyjet, da Wizz Air a Norvegian Co e Transavia, per effettuare azioni di marketing. Sicuramente non sono tanto elevate ma alla fine tutte tentano di ottenere le migliori condizioni.

La questione dei contributi e degli aiuti diretti ed indiretti in marketing e pubblicità comunque non è nuova, anche i tour operator ne hanno fatto uso e lo fanno ancora.

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Comments 1

  1. Gianfranco

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    La mia esperienza conferma quanto riportato nell’articolo, dagli anni 70 la Sardegna ha avuto un punto di forza nelle azioni di co-marketing con i diversi TTOO che si sono succeduti nella nostra isola. Va detto che sino alla metà degli anni 90 le verifiche sul reale volume dei passeggeri ( non residenti ) erano meticolose e supportate da una serie di dati incrociati che davano forza all’azione stessa rendendola efficente e finanziariamente giustificata.
    Con l’avvento delle LOW COST – diciamo pure con l’avvento di RYANAIR – i termini sono stati rimodulati e forse troppo semplificati, certo è che le verifiche dell’ incentivo x passeggero ( non residente) si sono affievolite e le statistiche sono state dimenticate. Ora se è vero come è vero che l’arrivo delle low cost ha permesso un recupero del gap creato: dalla mancanza di traffico dei TTOO che dal 11\9\2001 in poi hanno subito perdite percentuali a 2 cifre e da una serie di fallimenti eclatanti – è altrettanto vero che il sostituirsi di un sistema ad un’altro deve essere supportato nelle maniera e nelle misure che gli sono confacenti, ne sia esempio un piccolo aereoporto della Costa Brava che aveva pochissimo traffico nazionale ed un relativo traffico charter estivo- con il connubio con RYANAIR ha utilizzato in maniera seria il co-marketing . Il co- marketing non è illegale se lo si utilizza nelle forme e nei termini per cui è nato.

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