Una nuova comunicazione turistica per assicurare il successo

Oggi, purtroppo, erroneamente, il turismo in Italia è ancora pensato per la massa. Anche se ormai è nota l’importanza di mettere il cliente al centro delle strategie delle aziende e delle destinazioni turistiche, la realtà purtroppo è un’altra e siamo ancora molto lontani da questo tipo di approccio. La comunicazione dei prodotti, così come la costruzione dell’offerta è standardizzata, poco flessibile, costosa e spesso risulta essere di scarso interesse per chi la riceve perché molto autoreferenziale. Le persone, invece, oggi hanno bisogni e profili diversificati e sono ad un tempo produttori e consumatori dell’offerta. Ed è proprio per questo che adesso bisogna pensare ad una domanda fatta di turismi di nicchia, ognuno con le proprie esigenze e caratteristiche. Bisogna capire e accettare che la domanda turistica oggi è costituita da una rete fatta di persone e le identità sono una piattaforma: siamo di fronte ad un mercato che si organizza in gruppi autonomi, in tribù. E si deve parlare di adprosumer, ossia di individui che condividono l’esperienza (ad=annuncio) che essi stessi si sono costruita (pro= produzione) e consumata.
E si ritorna sempre alla solita questione cruciale: come si possono mettere in atto tecniche e azioni di comunicazione per il nuovo consumatore? Sicuramente bisogna ridistribuire il budget destinato alla promozione, privilegiando quelle azioni volte a coinvolgere l’utente finale e fare una comunicazione divertente, unica, spettacolare e, allo stesso tempo, controversa, al fine di alimentare la discussione e quindi la sua circolazione. Per una comunicazione di successo non bisogna mai dimenticarsi di  mettere in atto idee e azioni promozionali intelligenti e innovative che catturino l’attenzione, che creino un contatto diretto con il potenziale cliente, in modo che sia proprio il consumatore stesso, in prima persona, a diffonderle. È il passaggio dal fare comunicazione a essere comunicazione. Una rivoluzione copernicana, in realtà!
Per effettuare una comunicazione adeguata ai tempi, è necessario seguire alcune semplici indicazioni e passare:

  • dal marketing 1.0 (top down) a quello 2.0 (bottom up);
  • dall’io al noi;
  • dall’interruzione (tipico delle pubblicità televisive) alla conversazione (social media);
  • dalla propria iniziativa all’iniziativa del cliente;
  • dal prodotto all’engagement;
  • dalla pubblicità all’esperienza;
  • dalla promozione ‘one shot’ all’essere sempre connessi con il cliente;
  • dalla brochure alla raccomandazione;
  • dall’individuo alla community;
  • dall’egocentrismo alla corporate reputation;
  • dalla supposizione all’analisi;
  • dal ‘già sanno che esisto’ all’ascolto del mercato.

Insomma, la comunicazione turistica nuova e innovativa deve avere un approccio diverso perchè diverso è il mercato. Curiosamente, il mercato continua a tenderci la mano, a darci una nuova opportunità, anche se, di volta in volta, minore. È necessario chiedersi fino a quando avremo ancora delle occasioni, e se riusciremo a capire in tempo utile che anche nel modo di comunicare e promuovere le destinazioni è necessario, per avere successo, ascoltare il mercato, proprio per essere in grado di comunicare con Esso.

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