Troppi turisti svalutano i posti. Bisogna imparare a gestire i flussi

“Si soffre quando non c’è abbastanza turismo, ma si soffre anche quando c’è troppo turismo. Questa potrebbe essere la fotografia di tante destinazioni italiane. Dalla Liguria e dalle Cinque Terre a Venezia, passando per Firenze, Roma e Capri.”

Smettiamola di pensare che i limiti non siano apprezzati dai turisti! Se uno volesse andare a vedere gli Uffizi, sa di dover prenotare in anticipo perché potrebbe non trovare posto,e non si offende se effettivamente per quel giorno trova tutto pieno, perché sa bene che gli Uffizi hanno un grande “valore”.

Il marketing turistico insegna che, quanto più valore ha una destinazione per un turista, maggiori saranno le scomodità e maggiore sarà il prezzo che questo è disposto a pagare per l’attrattiva o per la destinazione. Probabilmente qualcuno dirà che una città e una destinazione non reagiscono allo stesso modo; purtroppo non hanno ragione, come ci dimostrano alcune destinazioni in Spagna, in Francia, in Svizzera, nel Regno Unito e anche negli Stati Uniti.

Non basta mettere pass, ticket o istituire il numero chiuso; quello che si deve fare è gestire i flussi turistici adeguatamente e con le tecniche esistenti, per assicurare redditività a tutti, per salvaguardare l’ambiente e l’attrattività e soprattutto per evitare la “turismofobia”.

Un’ultima nota… non azzardare esperimenti se non si sa il risultato finale!

Leggi l’articolo completo di Josep Ejarque uscito giovedì 6 luglio su “IL SECOLO XIX”

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.