La Tendenza in Europa: ridurre i budget

La crisi taglia i fondi per la promozione turistica

Il turismo ha goduto fino a poco tempo fa, in linea generale, nella maggior parte dei Paesi del mondo, del favore indistinto di tutti i governi. Senza dubbio, per molte Regioni e Paesi, infatti, il turismo ha rappresentato la risorsa su cui puntare per incentivare lo sviluppo economico o per risolvere i problemi creati dalla crisi di altri settori produttivi. La grave e profonda crisi economica del 2009, invece, ha provocato un decisivo cambiamento di rotta: il settore ha smesso di essere una priorità, di essere percepito come un ambito strategico, un motore trainante per l’economica del territorio.
Di conseguenza, le risorse ad esso destinate sono diminuite drasticamente: i budget previsti per le attività di marketing turistico della maggior parte dei Paesi, non a caso, nel 2010 hanno registrato una caduta vertiginosa, secondo quanto emerge da una nota divulgata dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Da un’indagine effettuata tra i membri dell’OMT, si apprende che negli ultimi cinque anni, a giudicare dagli investimenti assegnati, il turismo è stato il settore privilegiato. Anzi, addirittura, si è registrata un incremento medio dei budget per il marketing turistico pari al 19% nel 2006 e del 16% nel 2007. Ma il picco è stato raggiunto nel 2008 dove si è avuto un aumento globale del 32%.
Già nel 2009, però, la situazione cambia e inizia ad evidenziarsi una sensibile contrazione: gli investimenti dell’Agenzie Nazionali del Turismo crescono, infatti, in media ‘solo’ di un 3% in tutto il mondo, e soprattutto grazie all’economie dei Paesi emergenti. Nel 2010, invece, ecco che si fanno sentire in modo massiccio gli effetti della crisi e si ha una vera e propria caduta. In pratica, nell’arco di due anni, il turismo passa da essere considerato un ambito strategico sul quale investire ad essere un settore di scarsa rilevanza, cui tagliare le risorse. L’idea, quindi, comunemente diffusa e condivisa che le Agenzie Nazionali del Turismo dei vari Paesi, in linea generale, hanno notevolmente aumentato i propri investimenti in marketing nel 2009 non trova riscontro in questi dati raccolti e divulgati dall’OMT.
Secondo una prima stima effettuata dall’OMT, si tratta, di fatto, di una tendenza globale che si è verificata in tutti i Paesi del mondo in ugual modo. In Spagna, per esempio, il Governo ha tagliato di circa un 20% il budget totale del turismo stanziato per il 2011, con ovvie ricadute sulle singole Regioni. La Comunità di Madrid, non a caso, si è trovata costretta a chiudere l’ufficio turistico di ‘Turismo de Madrid’, non avendo fondi a sufficienza per sostenerlo; le Isole Canarie prevedono di ridurre gli investimenti del 34% e così tutte le altre Regioni. In una situazione analoga si trova l’Italia, dove le Regioni hanno dovuto fare i conti con i tagli delle entrate del Governo, che hanno raggiunto picchi fino all’80% e il settore trasversalmente più colpito è il turismo. In Veneto, per esempio, si passa da 42 a 15 milioni, e l’idea di istituire una tassa su chi trascorre le ferie sul territorio inizia a trovare più consensi. Anche in Alto Adige, i fondi sono stati ridotti con un taglio circa del 6%, passando dai 38 milioni e 868 mila euro del 2010 ai 36 milioni e mezzo nel 2011. E la situazione è simile su tutto il territorio nazionale.

Come conseguenza della crisi, si è verificato inoltre un altro fenomeno, ossia si è avuto un incremento del turismo domestico. D’altra parte, è un dato comprovato che i viaggiatori in tempi di difficoltà ed incertezza economica tendono a scegliere destinazioni più vicine a casa, cercando di risparmiare sui costi legati ad un viaggio o una vacanza lontana.
Non a caso diversi Paesi hanno rilevato che il turismo domestico ha resistito meglio alla crisi e anzi è cresciuto in modo significativo. Alla luce di questi dati e tendenze, ovviamente il 70% delle organizzazioni nazionale interpellate considerano oggi il turismo domestico come un settore di grande rilevanza, su cui investire e da incentivare proprio perché rappresenta una risorsa, particolarmente strategica, in periodi di grave incertezza. D’altra parte, i numeri parlano chiaro: sempre secondo una stima dell’OMT il turismo domestico è quattro volte superiore al volume del turismo internazionale. Nel 2009, infatti, si sono registrati circa 4.000 milioni di viaggi all’interno dei Paesi di rispettiva appartenenza contro gli 880 milioni di arrivi di turisti internazionali registrati nello stesso anno.
A fronte di questa situazione, dove le destinazioni si trovano a dover fare i conti con budget ridotti, e quindi vedono contrarsi notevolmente la propria capacità di spesa, ecco che diventa fondamentale trovare nuove soluzioni per continuare ad effettuare azioni di marketing e comunicazione efficaci ma a costi ridotti.
Sicuramente il settore turistico, quindi, dovrà reinventarsi, e a molti sembrerà difficile se non impossibile. In realtà, non sta accadendo niente di nuovo: alcuni anni fa, stessa sorte era toccata ad altri settori produttivi, quali l’assicurativo, l’agroalimentare e anche quello dei beni di consumo. Sostituire le risorse con l’immaginazione, sarà la nuova frontiera del marketing turistico.

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