Suggerimenti per una strategia vincente di Destination Social Media Marketing

8 accorgimenti essenziali e concreti per affrontare il mondo dei social media con professionalità e successo

Il rischio per una destinazione è quello di lanciarsi nel mondo dei social media senza avere una chiara strategia. I social media e i ‘turisnauti’ purtoppo sono impietosi. Non c’è niente di peggio che tweettare delle banalità, o fare post senza un reale contenuto, tanto per farlo. Il danno può essere esponenziale! Per tanto, il primo suggerimento è quello di decidere se i social media possono essere un canale utile per la propria destinazione; e se lo sono, definire come devono essere gestiti.

Il Social Media Marketing non deve sostituire il marketing e la promozione della destinazione, ma deve diventare una parte integrante delle azioni di promozione. Deve essere quindi gestito allo stesso modo, stabilendo strategie ed obiettivi. Altrimenti, si rischia il famoso e deleterio effetto boomerang.

Secondo suggerimento. Non tutti i canali sono uguali e per tanto vanno selezionati in base alle diverse esigenze. Il tipo di messaggio, la personalità della destinazione, i contenuti che si vogliono raccontare impongono di effettuare una scelta e stabilire quale canale utilizzare. Twitter non serve per tutto così come facebook, Pinterest, YouTube o Flickr funzionano molto bene per la distribuzione di certi tipi di contenuti e per alcuni target ma non indistintamente per tutto. È importante inoltre essere consapevoli di cosa si dice in rete della destinazione, cosa si pensa e come viene raccontata la destinazione o l’azienda nel web.

Prima di lanciarsi sui social media, bisogna individuare che cosa rende la destinazione appetibile, per che cosa di fatto è apprezzata dal mercato. Una volta chiarito questo concetto di fondo ma basilare si può finalmente iniziare e raccontarsi (chi siamo, cosa abbiamo, cosa facciamo).

Terzo suggerimento: abbandonare ogni ottica e visione autoreferenziale, ossia non scrivere per compiacersi o per auto elogiarsi. Attenzione però a non commettere l’errore opposto, ossia adottare un atteggiamento troppo distaccato, burocratico o impersonale. Semplicemente raccontare, cercando di guardare e parlare come farebbe un turista qualunque.

Il Destination Social Media Marketing non è una promozione unidirezionale ma bidirezionale.
Il quarto consiglio, quindi, prima di iniziare, è pianificare in modo dettagliato tutte le azioni da mettere in atto.
I passi operativi nel Destination Social Media Marketing sono: in primis, la narrativa; poi sviluppare rapporti e, infine, l’interazione. Ma per fare questo è fondamentale la pianificazione. Anzi, solitamente è proprio la pianificazione a fare la differenza tra le destinazioni che ottengono buoni risultati e quelle che invece improvvisano, operando sui social media in modo dilettantesco, rischiando più che altro solo di danneggiarsi.

Quinto suggerimento: utilizzare i canali e gli strumenti social in tutte le fasi, ossia nei diversi momenti in cui il turista viene in contatto con la destinazione. A seconda dell’utilizzo dei social media e dei canali prescelti, lo stesso messaggio può avere diverse utilità e opzioni per il potenziale turista. Un’adeguata strategia di Destination Social Media Marketing permette di facilitare l’informazione e convincere (funzioni di supporto), fornire informazioni particolari (funzioni di ricerca), stimolare la produzione di contenuti perché i turisti li rendano virali (funzione di istruzione) e fare in modo che i turisti parlino della destinazione, la raccomandino, facciano passaparola (funzione di creazione di reti). Oltre a ciò, essa deve essere lo strumento che permette di mantenere un contatto costante con il turista attraverso la diffusione di notizie e news.
Il Destination Social Media Marketing non è soltanto twitter o facebook. Il sesto suggerimento, quindi, è di utilizzare anche i blog presenti in rete, meglio se tematizzati, oltre a crearne uno proprio e gestirlo. E ovviamente utilizzare anche Pinterest, Flickr, YouTube, Linkedin, in modo tale da avere maggiore visibilità e ritorno, ma soprattutto per creare networking. Non bisogna dimenticare che il Destination Social Media Marketing serve per contattare direttamente il turista/consumer, in modo tale che si crei un primo contatto con il brand e la destinazione, oltre che per mettersi in relazione con gli esperti e gli influencer.

Per sviluppare correttamente una strategia di Destination Social Media Marketing è necessario capire tre cose: che cosa vuole il turista, quando lo cerca e come si rapporta con gli altri utenti dei social media. Il settimo suggerimento quindi è quello di ascoltare, comprendere, chiedere e ed essere aperti. In questo modo, si potrà sviluppare una strategia adeguata e si potrà mettere a fuoco il messaggio che la destinazione intende comunicare, indirizzarlo ai target e alle persone giuste, nel momento giusto e con i contenuti di loro interesse che saranno proprio loro a diffondere, creando un effetto viral.

Le basi per una strategia di Destination Social Media Marketing.

Le basi per una corretta strategia di Destination Social Media Marketing innanzitutto sono ascoltare e valutare. È fondamentale monitorare cosa si dice, dove e come, controllando il volume delle menzioni e la reputazione, monitorando il “sentiment” delle conversazioni online. Questo permette anche di identificare gli influencer e gli advocates, ossia chi parla di noi.
Una volta che ci si è fatta un’idea chiara, allora è necessario determinare gli obiettivi della destinazione, segmentando la tipologia di comunicazione e di messaggi in linea con gli interessi dei potenziali turisti. È fondamentale strutturare la comunicazione, la periodicità e la tipologia, ossia quello che viene comunemente chiamato “editorial calendar”.
L’obiettivo del Destination Social Media Marketing è quello di creare engagement. È necessario quindi fare crowd source, rispondere ai commenti e alle comunicazioni, interagire, invogliare la rete a partecipare, ad esprimersi e a condividere. Lanciare contenuti, creare e far si che la rete lavori per la destinazione.
Destination Social Media Marketing significa anche misurare l’efficacia delle proprio azioni perché altrimenti non si comprende se si sta seguendo una strategia efficace o se invece si sta solo perdendo tempo. Come? Misurando il numero di fan, di follower, il numero di membri della community, i referral, il numero di commenti, il buzz online generato, il sentiment e il numero di visite avute nei blog o nei siti.
Una buona strategia di Destination Social Media Marketing deve avere tre obiettivi:

  • cercare leve, ossia, aiuto per i contenuti affinchè si diffondano e creino un effetto viral. È molto importante che la rete lavori per la destinazione.
  • sviluppare rapporti in modo tale che nascano dei veri e propri ambasciatori della destinazione. Facilitare e potenziare il lavoro degli influencer e sostenitori della destinazione, soprattutto se sono autorevoli per determinate nicchie.
  • appoggiarsi al Search Marketing, integrando le parole chiave nella comunicazione e nei contenuti.

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