Social Media Marketing: i trend per il 2016

Il mondo dei social media cambia rapidamente con decine di nuove piattaforme che nascono ogni anno e altrettante aziende che lottano per conservare il proprio primato sull mercato, innovandosi e presentando nuovi prodotti e funzionalità.
Fin dal loro esordio, quando gli scettici sostenevano che non sarebbero potuto essere strumenti efficaci di marketing, i social media hanno invece dimostrato il contrario ed oggi basta guardarsi intorno per averne un’ulteriore conferma. Non si fa altro che parlarne, ipotizzando possibili scenari futuri e cercando di intercettarne i trend a venire.

Ed ecco appunti i 7 principali trend per il Social Media Marketing nel 2016.

1. Update in real time. Se già per loro stessa natura i social media vivono “nel momento presente”, ci sono tuttavia alcune attività che sono ‘in the moment’ più di altre. Ed è esattamente la differenza che ci può essere per esempio tra l’uso di Periscope che permette agli utenti di realizzare un video live o l’abitudine oggi assai più diffusa invece di fare un video e successivamente condividerlo online.
Ecco nel 2016 tutto ciò che sarà in real time sarà premiato. E questo significa che le aziende via via dovranno lasciare perdere la pianificazione anticipata dei contenuti.
2. Bottoni di acquisto. Facebook e Pinterest sono solo due dei social media che hanno introdotto nuove funzionalità di acquisto: i loro utenti mobile interessati ad un prodotto visto in un post sponsorizzato adesso possono con un solo click acquistarlo, senza mai lasciare la app. Per la fine del 2016, quasi tutti i principali social media avranno sviluppato e introdotto bottoni analoghi per l’acquisto che saranno inseriti in modo naturale nelle loro campagne pubblicitarie.
3. App sempre più funzionali e diversificate. La praticità e le funzionalità delle app incrementeranno e si diversificheranno. Da sempre, Facebook, in questo senso, fa la parte del leone. Se l’anno passato aveva introdotto gli Instant Articles (una nuova forma di pubblicazione), oppure il motore di ricerca interno ai post (per trovare articoli della stessa fonte o dello stesso argomento) oppure i video che iniziano semplicemente con lo scrolling della pagina, adesso sta lavorando per sviluppare un’assistente digitale, una sorta di ibrido tra un essere umano e uno virtuale, un po’ come Siri per Apple. L’obiettivo è evitare che gli utenti abbandonino l’app, incrementando le possibilità di engagement.
4. Nuove opzioni. Ci saranno nuove opportunità, come la possibilità di pubblicare articoli interi senza dover effettuare link a fonti esterne, come i blog.
Questo proprio per evitare che gli utenti siano costretti ad uscire dall’app. L’intento è di incrementare la loro permanenza media, stimolandoli a rimanere il più lungo possibile svolgendo ogni tipo di attività.
5. Attenzione alla privacy degli utenti. L’interesse e la cura della privacy dei propri follower sarà un fattore determinante. La popolarità di Snapchat, non a caso, è dovuta proprio al fatto che risponde a questa nuova esigenza, offrendo agli utenti una modalità più privata e sicura di comunicazione e condivisione. Facebook preventivamente e in modo intuitivo sta introducendo nuovi strumenti per la protezione della privacy dei suoi utenti, anticipando quella che potrebbe diventare un elemento di selezione naturale dei social media. E questo significa anche ridurre e rivedere l’utilizzo di pubblicità troppo invasive.
6. Visibilità organica. Con la diffusione sempre più massiccia del social media marketing e con il crescere dell’importanza del ROI per misurarne l’efficacia, aumenterà la competizione per guadagnarsi una visibilità organica, ossia naturale, sui motori di ricerca. E Facebook sta già lavorando in questa direzione, stimolando le persone a comprare adv.
E non a caso, anche il prezzo della pubblicità crescerà nel 2016.
7. La rivincita delle piattaforme piccole. Negli ultimi anni abbiamo visto decine di nuove piattaforme nascere e crescere: alcune per spegnersi poco dopo, altre per rimanere in una sorta di limbo, sospese, senza mai raggiungere un successo clamoroso ma senza neanche mai scomparire definitivamente. Quest’anno invece il trend è cambiato: le piattaforme più piccole hanno voluto fare il grande salto, cercando di farsi assorbire dalle “3 grandi”, ossia Facebook, Twitter e LinkedIn, oppure hanno preferito scomparire.
Nel 2016 alcune tra le piattaforme minori entreranno, come le più grandi, in competizione per assicurarsi una posizione più sicura sul mercato a discapito di quelle meno forti, e si creeranno nuove emergenti opportunità e nuovi equilibri.

E per avere un’ulteriore conferma basta osservare le piattaforme principali.
Facebook e Twitter  stanno già correndo ai ripari, lavorando per il raggiungimento di questi obiettivi, anticipando i trend e le esigenze dei propri utenti e le opportunità offerte dal mercato. Ma saranno le destinazioni e le aziende turistiche che per prime sapranno intercettare, accettare e sfruttare questi cambiamenti quelle a beneficiarne di più, guadagnandone in visibilità e reputazione.
Quindi, cosa aspettiamo?

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