Il #selfie dei turisti

Il #selfie dei turisti, una risorsa promozionale da sfruttare

Quante volte abbiamo visto dei turisti in una destinazione turistica, nella hall di un hotel, in mezzo alla strada o in una piazza farsi un selfie?

Vedere i turisti a spasso, con il bastone con il quale possono fotografarsi in primo piano con una bella panoramica dietro è ormai totalmente normale. Fino a qualche tempo fa, le fotografie dei turisti e delle vacanze erano quasi esclusivamente a soggetto delle attrattive turistiche o degli scorci dei luoghi che visitavano.

Certo anche fotografie degli stessi turisti davanti a qualche luogo, per immortalare le loro vacanze, come per trattenendo un ricordo. Ma erano fotografia che si chiedeva di farsi fare, da altri.

Ad oggi, tutto questo è passato alla storia. Oggi, quello che funziona alla grande sono i selfie. Le attrattive turistiche hanno smesso di destare interesse; fotografare il paesaggio, un monumento o un’attrattiva ha perso verve, anche perché quello che i turisti vogliono è essere al centro: fare una fotografia o un filmato come ricordo non ha senso se non si è di persona in primo piano.

Viviamo in un epoca di esibizionismo sociale. Tutti devono sapere che stiamo facendo una vacanza, visitando una destinazione alla moda o un luogo all’insegna del divertimento. Per questo oltre il 60% dei turisti posta sui suoi canali social le immagini e i filmati che fa durante le vacanze: tutti i suoi amici devono sapere che si sta divertendo, che si gode la vacanza, è lui ne è pienamente protagonista. Più che una moda, i selfie sono già la costante nel turismo.

Se si chiede ai turisti perché, quando partono in viaggio o in vacanza, oltre al smartphone portano con sé il famigerato bastone, si scopre che i viaggiatori sono praticamente affamati di foto, video, selfie e quant’altro. Non solo, più del 40% dichiara che con i selfie riesce a ricordare meglio i dettagli del viaggio.

Senza rendercene conto destinazioni, hotel, insomma tutte le imprese del turismo, hanno un alleato per la loro promozione: i selfie dei turisti/clienti. Questi, tanto nella fase del viaggio che durante la vacanza stessa, cercano continuamente la condivisione con i loro amici, condividendo le proprie esperienze, ed è per questo che i loro scatti – siano o no selfie – si focalizzano su quello che stanno facendo. E non solo. Grazie alle possibilità che oggi smartphone e tablet offrono, è del tutto normale che prima di pubblicare qualcosa sui profili social, si perfezionino gli scatti per dare un’immagine ancora migliore.

Una ricerca di Homeaway dal titolo The Vacation Evaquation mette in evidenza l’importanza dei selfie per i turisti, soprattutto per ricordare la sua vacanza. Dallo studio emerge che gli utenti che utilizzano Instagram, rispetto a quelli di Facebook, hanno il 24% in più di probabilità di avere chiari ricordi di come si sono sentiti durante le loro vacanze. A seguire, hanno comunque un buon impatto anche Twitter e Snapchat. La ricerca di HomeAway ha messo in evidenza che le persone che fanno uso di smartphone per scattare foto, girare video o trovare cose da fare ricordano meglio le loro vacanze rispetto a quelli che non lo fanno.

È evidente il fatto che i selfie ormai giocano un ruolo fondamentale nel viaggio e nelle vacanze. Quando un turista è in una destinazione le sue emozioni possono influenzare positivamente gli altri, i suoi amici. Ecco perché è importante il ruolo dei selfie e degli scatti dei turisti per le destinazioni e per le imprese turistiche, perché accrescono le aspettative dei potenziali clienti nelle fasi decisionali di un viaggio. Un turista che fa un selfie lo posta e lo condivide in modo che i suoi amici lo vedano, in modo che sappiano che sta facendo un’ottima vacanza e si diverte. Questo fa sì che gli amici, senza rendersene conto, acquisiscano un’immagine positiva della destinazione, dell’hotel, del ristorante, ecc e si crea così la possibilità di attirare un nuovo turista. Questo da solo dovrebbe essere un valido motivo per facilitare la connessione wifi, in modo che i nostri turisti parlino agli amici, attraverso i loro post, di loro, di noi, della destinazione.

E non solo. Tornati a casa si continua la condivisione delle esperienze con amici e parenti, raccontando il viaggio e mostrando foto e video condivisi sui social. In tutto questo turbinio di racconti e condivisioni, naturalmente, si parla anche del luogo in cui si è stati, dove si è soggiornato e quello che si è fatto. È esattamente in queste occasioni che qualsiasi destinazione, struttura ricettiva, ristorante, visita guidata o attività turistica ne trarrà dei benefici: attraverso il passaparola.

Ma la riflessione da fare è un’altra. Perché non si stanno sfruttando i selfie e gli scatti dei nostri clienti?

Teniamo presente che se li postano e li condividono sui loro canali social, è per esibizionismo social. Se, come dice facebook, di media ognuno di noi ha almeno 350 amici facebook, immaginatevi la potenza di questa promozione. Davanti a questa riflessione e alla nostra domanda, la risposta al mancato utilizzo di questi selfie riconduce principalmente alla privacy. La verità è tutt’altra: non si sfrutta il contenuto dei turisti, l’User Generated Content UGC, probabilmente per evitarsi complicazioni o per inerzia.

I dati parlano chiaro. Oggi nel web vengono condivisi più di un milione di autoscatti al giorno e in poco più di un anno l’hashtag #selfie è cresciuto su Instagram del 200%, arrivando a quasi 140 milioni di utilizzi.

In un studio che la Four Tourism ha realizzato, su 500 turisti che hanno viaggiato e fatto vacanze in diverse destinazioni italiane, e che hanno postato immagini e selfie sui propri canali social, alla domanda se avessero qualche problema a che i loro scatti e selfie potessero essere riutilizzati per comunicare la destinazione, come se fossero dei “testimonial”, l’85% ha detto di no.

Per tanto, utilizzare il UGC dei turisti, anche i loro selfie, può essere una risorsa, sempre e nella misura in cui si faccia rispettando le procedure Opt-in e la legge. Questo è un nuovo tipo di comunicazione che lega il nuovo linguaggio social dei selfie alla promozione turistica territoriale: il ‘selfie turistico’ è diventato ormai un genere, reso famoso da personaggi e attori che non hanno esitato a fotografarsi davanti a monumenti italiani famosi e a condividere sui propri profili social. Ci troviamo dunque davanti ad una modalità di promozione turistica coinvolgente e a costo zero.

Purtroppo, molte destinazioni, strutture ricettive o anche coloro che offrono servizi turistici, hanno un atteggiamento ottuso e non lo sfruttano. Ogni volta che un turista o un ospite si fa un selfie e lo posta sui suoi canali, sta facendo pubblicità gratuita. Il nuovo marketing turistico è il cosiddetto influencer marketing e si rivolge alle persone comuni, non solo ai blogger. I turisti producono e diffondono naturalmente contenuti sulle piattaforme social (in questo caso il selfie!) come Facebook, Instagram, Pinterest, Google+ e Twitter.

Non c’è niente di male nel voler spingere i propri turisti e clienti a scattarsi foto nella destinazione, davanti a un museo, al duomo, in hotel o nel ristorante, e far sì che venga condiviso sui profili social. Infatti, per alcuni turisti, il selfie postato serve a dimostrare che sono in un luogo ben preciso e che sono felici. Come a voler dire: “Guarda dove sono, vieni anche tu!

Una semplice azione promozionale sarebbe, per esempio, organizzare un concorso fotografico fra i turisti. Proponete e fate scattare selfie ai vostri turisti, per farli condividere sui loro profili social.

Nel momento in cui si comprende l’enorme potenzialità di questo strumento, allora si può lavorare in modo continuativo, identificando l’UGC e i selfie nella rete, chiedendo agli utenti di riutilizzarli, e innescando così una vera azione promozionale.

Per comprendere meglio come fare, quale strategie sviluppare e le tecniche da utilizzare, la Four Tourism ha sviluppato una formazione da non perdere.

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