Piano marketing partecipato: i prodotti turistici di Monte Sant’Angelo

Recentemente abbiamo parlato del percorso di lavoro realizzato a Monte Sant’Angelo, volto allo sviluppo di un piano marketing di tipo partecipativo che ha coinvolto tutti gli attori del territorio, seguendo una formula bottom up.
Nel post precedente, avevamo parlato della vision individuata durante i workshop, ossia di come di fatto gli operatori turistici, gli stakeholder, l’amministrazione e non ultimi i residenti vedono Monte Sant’Angelo oggi e come vorrebbero fosse nel 2020.

Oggi, invece, andremo a vedere un altro elemento fondamentale identificato durante gli incontri svolti sul territorio nel mese di aprile, ossia il prodotto turistico e le esperienze ad esso correlate.
Sappiamo che nel mercato attuale, il turista ha bisogno di proposte che permettano la fruizione personalizzata di tutte le risorse e che quindi le destinazioni devono organizzare il territorio e trasformare le proprie attrattive in prodotti esperienziali.

L’obiettivo è infatti costruire un prodotto-destinazione competitivo. Cosa significa? Vuol dire mettere a sistema l’insieme delle risorse, dei servizi e l’immagine della destinazione, elemento in grado di conferire valore aggiunto, al fine di creare un’offerta turistica competitiva.

In quest’ottica, quali sono quindi i prodotti turistici della destinazione Monte Sant’Angelo? E quali le experience? Gli attori del territorio come intendono posizionarsi sul mercato?
Di fatto, i partecipanti durante i workshop hanno individuato 3 prodotti turistici principali: il turismo storico.-religioso-culturale, il turismo naturalistico, il turismo enogastronomico e infine l’artigianato artistico, trasversale ai primi tre.

I prodotti sono stati poi definiti in funzione dei target: la conoscenza del proprio pubblico di riferimento rappresenta infatti un requisito imprescindibile per la progettazione dell’offerta da parte degli operatori. Durante i workshop, dal confronto tra i partecipanti, sono emersi 6 target per i 3 principali prodotti turistici.
Successivamente sono state definite, sempre dai partecipanti, le possibili experience ad essi correlate. Per esempio, per il prodotto naturalistico sono state individuati diversi segmenti, quali il bike, il trekking, la scoperta del territorio a cavallo, successivamente declinati nelle differenti esperienze turistiche.
Oggi infatti è necessario passare dalla semplice offerta delle risorse (ruralità, patrimonio, spiritualità) alle proposte di esperienze attive (bike, trekking, enogastronomia..).
Il vantaggio competitivo infatti si fonda sulla creazione di prodotti turistici esperienziali in quanto il turista attuale ricerca emozioni, autenticità e proposte personalizzate.
E proprio in quest’ottica sono stati effettuate le proposte dei partecipanti ai workshop.

Una volta quindi definiti i prodotti turistici e le esperienze, il passo successivo è creare l’offerta turistica, ossia i club di prodotto. Ma di questo parleremo nel prossimo post!

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