Perché usare lo storytelling per comunicare le destinazioni?

Il turismo oggi è associato alle esperienze. Il mercato vuole esperienze autentiche, personalizzate, tangibili, memorabili e condivisibili.
E la comunicazione turistica non può fare altro che adeguarsi e diventare 2.0.
Cosa vuol dire? Significa che deve raccontare storie, emozioni, facendo leva sul senso di appartenenza e vicinanza, ovviamente stabilendo solidi agganci con la realtà.
Le favole infatti sono bellissime e piacciono a tutti, a grandi e piccoli, ma purtroppo hanno un piccolo difetto: sono inventate!
Le destinazioni turistiche invece ci sono, esistono, sono reali e noi vogliamo che i turisti le visitino, se ne innamorino e ritornino! E i racconti servono proprio a questo: a sedurre.

Ma cos’è lo storytelling?
È un nuovo modo di raccontare la destinazione: è una tecnica che applica le modalità proprie della narrativa classica e dell’entertainement al marketing turistico al fine di comunicare idee e suggestioni in modo persuasivo.
Secondo la definizione di Wikipedia, “è una metodologia che, usando i principi della narrativa e della retorica, crea racconti in cui vari pubblici possono riconoscersi, influenzandoli”.
Quali sono i pilastri di uno storytelling efficace?
Innanzitutto, provocare in modo tale da riuscire a catturare l’attenzione degli utenti; raccontare, utilizzando lo stile e la costruzione propria di una storia che ovviamente deve avere un significato per la destinazione e per il mercato cui si rivolge; ed infine sorprendere, veicolando messaggi chiari e trasmettendo emozioni forti.

Lo storytelling è esattamente il contrario della comunicazione istituzionale: non è imparziale né asettico ma si basa sulla suggestione, sull’empatia, sulla condivisione di esperienze e sul divertimento. E se la narrazione è fatta dalle persone, dai turisti comuni…..ancora meglio! L’obiettività nella comunicazione turistica infatti non esiste più: la destinazione migliore è quella che le persone pensano sia la migliore.
E tanto vale farla raccontare direttamente a loro!
Lo storytelling funziona perché rompe la ripetizione, ossia la monotonia della comunicazione tradizionale, costruendo un discorso che coinvolge chi lo legge o lo vede, creando vicinanza. E ciò provoca reattività che è esattamente quello che le destinazioni devono raggiungere, ossia spingere l’utente ad un’azione.
Non a caso Donald Caln, un noto neurologo, affermava che “le ragioni ci fanno arrivare alle conclusioni, le emozioni ad agire”.
A questo punto non ci resta che scrivere…anzi raccontare!

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