Perchè i contenuti sono così importanti per il SEO?

Oggi, i contenuti diffusi in rete sono un elemento sempre più importante, in primis, per creare engagement con gli utenti ma anche per l’indicizzazione dei propri siti e blog. Se nel 2012, il marketing dei contenuti veniva utilizzato dal 18.9% degli operatori, quest’anno, secondo quanto afferma Jonathan Lister, VicePresidente di Linkedin Nord America, il numero è cresciuto fino a raggiungere il 34,8% .

Perché i contenuti sono così importanti per il SEO? Sicuramente perché i motori di ricerca intendono offrire agli utenti la migliore esperienza possibile, favorendo quindi quei siti che forniscono informazioni utili e valide. Investire in contenuti originali e di qualità è essenziale per il SEO e i benefici di produrre contenuti ‘visitor friendly’ vanno ben oltre al semplice miglioramento del proprio ranking.

In questo senso, l’introduzione di Google Panda e Penguin sono un chiaro segnale. Questi algoritmi infatti sono stati creati per aiutare le persone a trovare siti di alta qualità, riducendo invece il ranking di quelli scadenti. Si può dire che di fatto i contenuti sono il carburante di Google, ciò che alimenta il suo traffico naturale. Secondo uno studio realizzato dalla Brafton.com, agenzia di content marketing americana, il 92% degli operatori ritiene che la creazione di contenuti sia efficace per il SEO: il 50% ritiene più importanti le pagine web mentre il 40% ritiene più utili i contenuti. Non a caso, il 76% degli operatori che hanno campagne strategiche di SEO in atto investe anche nella creazione di contenuti.

Ma non solo. Se i contenuti sono di qualità vengono spontaneamente condivisi sui social. E infatti anche i Social incidono sul SEO. Si può quindi affermare che ‘Social è Seo’.

Bing per esempio utilizza i ‘like’ di Facebook come elemento di ranking così come, a sua volta, Google utilizza +1. Anche i tweet sono importanti perché Google li utilizza per indicizzare più velocemente i contenuti. Ben il 44% degli operatori B2B americani considerano l’impatto dei social media sul SEO positivo mentre solo l’1% lo reputa negativo. E i numeri lo confermano: ogni giorno vengono condivisi oltre 27 milioni di pezzi online e più di 1 messaggio su 5 pubblicato sui social media include link a contenuti presenti in rete. Quello che è interessante è che ben il 60% dei contenuti condivisi menziona direttamente un brand o un prodotto. E questo è molto importante per il branding. Oggi fare branding vuol dire principalmente raccontare storie e le storie sono fatte di contenuti.

Non ci sono più dubbi: i contenuti favoriscono il posizionamento sui motori di ricerca e quindi portano più visitatori. Il 57% degli operatori dichiara di aver acquisito nuovi clienti proprio grazie ai contenuti pubblicati sul blog. E ben il 52% degli utenti intervistati afferma che i blog hanno condizionato le loro decisioni di acquisto. Il 42% inoltre legge articoli e consulta forum e blog per raccogliere informazioni in merito ad un potenziale acquisto e iIl 61% preferisce acquistare prodotti che riportano già commenti di altri clienti.

I contenuti sono quindi essenziali. Ma quali sono i contenuti che vengono letti e condivisi?

Innanzitutto,quelli credibili, che ispirano fiducia: il lettore deve credere in quello che è scritto e fidarsi di chi lo scrive. Per questo è importante che siano scritti con passione, per stimolare l’interesse dei lettori e non solo per cercare di migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca. Devono essere originali e fornire informazioni utili: è importante che siano accessibili e di facile comprensione senza però essere ovvi e banali. Anche la forma ha una sua rilevanza: non devono quindi contenere errori grammaticali e devono essere redatti con cura. Oltre al contenuto, è importante pensare al canale attraverso cui vengono diffusi. Se viene per esempio pubblicato un pezzo sul proprio blog è importante domandarsi se il blog è ben strutturato, se è di facile navigazione, facendo attenzione a non immettere altri elementi che rischiano di distrarre l’utente nel corso della sua lettura.

In sintesi, se da una parte ormai quasi tutti concordano sulla scarsa efficacia dei link pagati, allo stesso tempo ritengono fondamentale bilanciare l’uso della pubblicità e la produzione di contenuti, fare attività di animazione e interazione sui siti e blog, produrre contenuti e condividerli sui social media.

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