Online l’ultimo numero del Destinations and Tourism

Il mondo del turismo è in continua evoluzione e trasformazione. L’avvento di internet e del web 2.0, la diffusione dei voli low cost ne sono un esempio chiaro e significativo. Ma non è finita qui: oggi, c’è un altro fenomeno con cui le aziende e le destinazioni turistiche sono chiamate a confrontarsi e che ha già visibilmente iniziato a fare sentire i suoi effetti.

Di cosa parliamo? Semplice: della sharing economy.

È una realtà che non si può più ignorare: c’è, è arrivata e rimarrà. I trend infatti indicano che si tratta di un vero e proprio cambiamento a lungo termine nel modo di fare turismo e di “consumarlo”.

Anche se tutti gli operatori turistici vedono queste nuove aziende (Airbnb, Blablacar, Gnammo, ecc) come competitor che non operano secondo le stesse regole, quindi come concorrenza sleale, di fatto le cose non cambiano: c’è poco tempo per stare a discutere perché la domanda di economia collaborativa c’è ed è in continua crescita.

Sicuramente anche la velocità con cui sono comparse nel turismo queste nuove forme e questi nuovi modelli, offrendo soluzioni alternative per alloggio, trasporto e ristorazione, ha preso decisamente in contropiede il settore che fa un’enorme fatica ad adeguarsi ai nuovi trend della domanda.

Ma ora non è più tempo per perdersi dietro recriminazioni o discorsi di principio.
Ora, bisogna decidere cosa fare e soprattutto iniziare a farlo subito, in quanto l’impatto sul settore turistico è sempre più evidente ed è a tutti gli effetti un’arma a doppio taglio.

Già perché se, da una parte, porta dei vantaggi evidenti, dall’altra, rappresenta anche una minaccia, non solo per le aziende turistiche, ossia per gli alberghi, i trasporti e i ristoranti, ma anche e soprattutto per le destinazioni.
Nessuno infatti si sofferma ad analizzare le conseguenze che l’offerta turistica collaborativa sta avendo e soprattutto avrà proprio sulle destinazioni turistiche.

In questo numero, dopo l’approfondito articolo di apertura sulla sharing economy, abbiamo poi voluto focalizzare la nostra attenzione sui social media, in particolare su quelli più utilizzati, ossia Facebook, Twitter ed Instagram, andando a vedere quali sono le 10 regole da seguire nel turismo per gestirli in modo efficace.

In chiusura, un interessante focus sui brand turistici: già perché oggi le destinazioni e le aziende turistiche devono essere consapevoli che l’online identity o identità digitale unitamente alla brand reputation sono le linee guida da seguire per costruire la propria promozione turistica.

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