Online il nuovo numero del Destinations & Tourism

La destination reputation non è altro che la somma delle convinzioni, idee, impressioni, opinioni e percezioni che il mercato ha riguardo una data destinazione. È molto importante perché è in grado di influenzare le decisioni dei potenziali turisti e condiziona l’attenzione e l’interesse del mercato.

In un mercato turistico dove il 65% dei turisti utilizza internet per raccogliere informazioni, dove il sito web ufficiale di una destinazione incide per il 13% nella scelta finale (Google Traveler Survey 2011) e dove più della metà dei turisti vuole relazionarsi direttamente sui social media con aziende e destinazioni, la reputazione ovviamente diventa fondamentale. Secondo Forrester, ben il 74% dei turisti legge e presta attenzione ai commenti e alle opinioni di altri viaggiatori – come fonte d’informazione – quando sta pianificando il proprio viaggio di piacere. In questo scenario, è inevitabile quindi considerare la reputazione un fattore assolutamente non trascurabile.

La reputazione e l’immagine di una destinazione non è il frutto di quello che gli alberghi, gli uffici d’informazione ed accoglienza turistica, gli enti di promozione e la destinazione stessa dicono di sé – o per lo meno non solo; la reputazione e l’immagine di una destinazione è quello che i turisti raccontano. È il risultato dei contenuti generati dai turisti in rete, ossia il Travel Generated Content (TGC), una fonte preziosa per gli utenti alla ricerca di informazioni.

Bisogna inoltre essere ben consapevoli che non necessariamente quello che la destinazione racconta di sé è quello che il mercato percepisce. Se l’immagine di una destinazione è positiva così come le opinioni e i suggerimenti in merito a cosa fare, luoghi da vedere, si crea naturalmente ed inevitabilmente un effetto volano o calamita che condiziona la scelta di un turista rispetto ad un’altra meta. Questo significa che le aziende turistiche, ossia gli hotel, gli esercizi, i servizi avranno la possibilità di competere tra di loro per portarsi a casa il turista che la destinazione, per prima, è riuscita a catturare. Una buona reputazione quindi vuol dire senza dubbio un maggior numero di turisti.

Stimolare il Travel Generated Content e’ sicuramente una buona scelta strategica ma prima è sempre importante capire qual è la percezione del mercato. Può succedere infatti che a volte la reputazione di una destinazione non corrisponda alla realtà e ci sia un reale problema di percezione. E sono numerosi i casi in Italia di destinazioni che hanno la reputazione sfalsata, come ad esempio Cortina, percepita come una meta costosa ed eccessivamente cara quando in realtà il prezzo medio non è poi così elevato. Oppure, il caso della Valle d’Aosta, percepita dal mercato italiano come difficilmente raggiungibile, quando invece ha un aeroporto ad una sola ora di macchina.

Si tratta di fattori imprevedibili che però possono pesantemente incidere sull’economia di una destinazione, favorendola oppure affossandola. Ed è fondamentale conoscerli per poter intervenire e modificarli. L’analisi della reputazione di una destinazione, in questo senso, quindi è essenziale e la si può realizzare a partire dalla percezione che il mercato in merito alla proposta di valore della destinazione, ai servizi che offre, al grado di attrattivita’, e soprattutto a partire dal valore che i turisti le danno e in base a quello che dicono.

In fondo, se la reputazione personale è qualcosa alla quale tutti teniamo perché però non prestiamo la stessa attenzione anche alla reputazione della destinazione?

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