Online il nuovo numero del Destinations & Tourism

Il nuovo numero del Destinations & Tourism è dedicato all’interessante ed ambizioso progetto promosso da Federturismo, sotto la direzione scientifica di Josep Ejarque, ‘Turismo: una rinascita competitiva, la visione delle imprese’.

L’Italia è la somma di 22 destinazioni regionali, oltre che di un lungo elenco di destinazioni locali e territoriali. Tutte insieme senz’altro rappresentano una delle destinazioni-paese più interessanti a livello mondiale.
Tuttavia, il modello turistico italiano è stato costruito, a partire dagli anni ‘60 e ‘70, sulla base di una domanda generatasi in modo autonomo che ha raggiunto il suo apice negli anni ‘80 e ‘90. Allora si trattava di un turismo di destinazione, dove il turista sceglieva la meta delle proprie vacanze e quindi le risorse da vedere indipendentemente dai servizi a sua disposizione. L’offerta era uguale per tutti e si focalizzava sulle attrattive del territorio, ossia musei, monumenti, palazzi o paesaggi, natura, mare. Era una domanda poco esigente e di conseguenza i servizi turistici e le strutture ricettive erano standard, ossia offrivano tutte gli stessi servizi, senza andare oltre, in quanto il cliente non cercava altro, non cercava il valore aggiunto.

A partire dal 2000, però il turismo ha iniziato a cambiare. La domanda si è evoluta e si è passati da una concezione del turismo stanziale e passiva ad un’attiva, alla ricerca di prodotti ed esperienze. Ed è quindi cambiato il paradigma di fondo: oggi, infatti, il mercato vuole motivazioni e stimoli, il turista cerca proposte concrete in grado di soddisfare i propri desideri, in linea con i propri interessi. Ma se da una parte il cliente è cambiato, dall’altra, l’offerta non è stata in grado di farlo, soprattutto non alla stessa velocità.

Il Libro Bianco dell’Italia Turistica, intitolato al progetto, voluto da Federturismo ha evidenziato alcune delle principali debolezze del sistema italiano che penalizzano fortemente lo sviluppo e la crescita turistica del Paese, come per esempio, la sua eccessiva frammentazione o la mancanza di una visione e di una operatività strategica generale. L’analisi di Federturismo mette in evidenza in modo molto chiaro l’inadeguatezza dell’attuale modello turistico italiano, incapace di far fronte alle sfide del futuro. Esso si basa infatti ancora su un prodotto semplice con una scarsa efficienza commerciale ed operativa, pensato per una domanda passiva, di destinazione. È necessario quindi evolvere, cambiare e trasformare l’attuale modello in uno più contemporaneo che consenta al settore turistico italiano di mantenersi competitivo.
Oggi, la domanda e l’offerta hanno infatti confini più labili e le destinazioni e le aziende turistiche italiane devono essere in grado di adattarsi.

A fronte delle numerose problematiche emerse, alcune trasversali e comuni a tutti i territori, e altre invece specifiche, proprie di ogni Regione, Federturismo ha evidenziato alcune criticità che necessitano di un intervento immediato, individuando al tempo stesso alcune soluzioni.
Quali sono le principali problematiche? E quali le possibili soluzioni?

Per leggere tutto l’articolo, clicca qui e scarica il nuovo numero del Destinations&Tourism.

 

 

 

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