Nuove opportunità per il turismo: arrivano i bleisure

Il segmento del turismo bleisure è in continua crescita.
Ma esattamente di cosa si tratta?
Innanzitutto, partiamo dal suo significato: è un neologismo creato dalla contrazione delle due parole business e leisure che identifica i viaggiatori business che approfittano della trasferta di lavoro per trascorrere qualche giorno extra di vacanza.
Non è chiaro il motivo per cui sia in così forte ascesa: forse perché si lavora più di una volta o forse perché si fanno meno vacanze. Ma una cosa è certa: il confine tra ferie e lavoro non è più così marcato e netto.

Ma come sono nati i bleisure? Si tratta di un segmento che risponde sempre di più al nuovo profilo del viaggiatore business che oggi non è più semplicemente una persona in viaggio per un appuntamento di lavoro, una riunione o una convention ma è un individuo che desidera ricavare il massimo dall’occasione che sta vivendo.
Questo significa che se per lavoro si trova in una destinazione che non conosce vorrà approfittarne per vederla e viverla.
E i dati ce lo confermano: sono sempre di più infatti i viaggiatori business (circa l’83%) che scelgono di trascorrere qualche giorno di vacanza extra (in media si tratta di 2/3 giorni) in destinazioni in cui si trovano per lavoro.
Così come è sempre più frequente che in viaggio portino con sé la famiglia (in media più di 1 su 2) oppure si facciano raggiungere laddove si trovano. Il 60% dei turisti business e quindi circa 3 viaggiatori su 5 si dichiara molto più propenso a fare un bleisure trip oggi di quanto non lo fosse 5 anni fa. Addirittura il 46% dichiara di aggiungere a tutti, o per lo meno alla maggior parte di viaggi di lavoro, qualche giorno extra.

Non a caso, grandi aziende del settore turistico, come Airbnb, stanno spostando la loro attenzione anche su questa tipologia di consumatori che rappresentano di fatto una grande opportunità. Infatti, è probabile che chi sceglie di fermarsi qualche giorno in più durante un viaggio di lavoro decida di optare per un appartamento, in quanto rappresenta la soluzione più conveniente dal punto di vista economico.
Anche per gli aeroporti i viaggiatori bleisure sono una risorsa, in quanto circa il 56% tende ad arrivare prima e quindi usufruisce dei servizi offerti dalle lounge delle diverse compagnie aeree: chi per mangiare (81%), chi per usare il wifi (65%), chi per lavorare (42%).
Generalmente, si tratta di persone che viaggiano diversi giorni l’anno: il 39.4% circa 10, il 15.8% dai 10 ai 15, il 17.6% dai 16 ai 30, fino ad arrivare all’11.4% che sono in trasferta dai 31 fino a più di 60 giorni l’anno.

Ma quali sono le abitudini di questo segmento?
Il 96% vuole vivere una nuova esperienza e approfittarne per conoscere un posto che non conosce; il 78% sente che aggiungere qualche giorno di vacanza al viaggio di lavoro migliora la qualità del lavoro svolto e conferisce un valore aggiunto alle trasferte in sé, migliorando i profitti; il 73% dichiara che migliora il proprio attaccamento al lavoro e la propria soddisfazione professionale, fattore che poi inevitabilmente incide anche sui livelli di performance finali.
Le attività preferite dai viaggiatori bleisure sono visitare ed esplorare i luoghi in cui si trovano (77.2%), scoprire l’arte e la cultura(66%), le tradizioni enogastronomiche (66%), praticare attività outdoor (33.9%), oppure svagarsi con la vita notturna (34.8%).

Per riuscire a soddisfare le esigenze sia dei turisti business sia di quelli leisure, il settore turistico deve impegnarsi ad ‘educare’ i propri clienti, mettendoli a conoscenza delle proprie offerte ed indicando loro cosa possono fare.
È importante che provvedano ad inserire servizi locali aggiuntivi e che veramente trasformino e declinino il proprio brand in esperienze turistiche reali che i viaggiatori possono vivere sui territori.

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