Nuove opportunità in arrivo?

Quando internet fece la sua comparsa, dal settore turistico si sollevarono commenti e previsioni di ogni genere: alcuni dicevano che le agenzie di viaggio sarebbero morte, altri che finalmente si sarebbe potuta eliminare l’intermediazione per gli hotel e altri ancora che la vendita diretta sarebbe stata facilitata.

Di fatto, nessuna di queste profezie si è avverata, anzi: nel turismo, in particolare, si è verificata una re-intermediazione molto forte. Non a caso, ad oggi, le quote di mercato controllate dalle Olta, come Booking, Expedia, Venere, sono molto elevate: per un operatore turistico è impensabile non essere presenti su questi canali sia per generare vendite dirette sia per sfruttare l’effetto “billboard” ed ottenere prenotazioni dirette.

Nel 2013, la vendita online nel turismo ha generato oltre 358.000 milioni e si prevede che questo canale continuerà a crescere in modo sostenuto (fino al +11 per cento) per arrivare nel 2018 a raggiungere i 600.000 milioni. Si tratta di un business molto appetibile e, non a caso, due grandi del settore stanno acquistando aziende turistiche online nei cinque continenti mentre altri colossi, come google, Apple e anche Amazon, stanno mettendo in atto strategie per riuscire ad entrarvi.

Di fatto, tutto il business turistico di questi intermediari ruota intorno al prodotto di hotel, b&b, agriturismi, che di fatto, pur essendo i reali protagonisti, sono ridotti a semplici spettatori, invitati a guardare la loro stessa storia, dove tutto è già stato deciso e senza poter intervenire.

Le Olta non sono altro che enormi piazze di mercato dove viene offerto il prodotto accommodation, in modo molto lineare, senza alcuna differenzazione. Le Olta infatti non valorizzano le destinazioni, anzi ne sfruttano la notorietà e il marketing per piazzare il loro prodotto, ovvero gli hotel, senza mettere in risalto l’offerta dei territori, le sue attrattive e peculiarità.

Di fatto, l’ascesa delle Olta ha provocato l’appiattimento delle destinazioni.

Se vuoi leggere tutto l’articolo pubblicato sul blog di TTG, The Matador, clicca qui

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