Ma chi sono veramente i Millennials?

Se prima si parlava sempre e solo di web 2.0, di social media, di content marketing (non che adesso non si continui a farlo!), oggi si è aggiunto un nuovo argomento alla fitta conversazione della rete e non solo, ossia i Millennials.
Chi sono? Cosa cercano? Dove vanno? Come si muovono? Ma soprattutto cosa bisogna fare per intercettarli?
Queste domande stanno diventando un vero e proprio tormentone e gli studi sul tema certo non mancano.

Ultimo in ordine di tempo, quello redatto dall’Internet Marketing Company, riportato da TTG, che ha analizzato questi 79 milioni di attuali e soprattutto futuri viaggiatori.

Cosa ne è emerso?
Se ovviamente i loro comportamenti nella scelta di un viaggio sono fortemente influenzati dalla tecnologia, tuttavia le loro scelte sono in netto contrasto con una generazione che ci si aspetterebbe legata al tema della sharing economy e del low cost.
L’aspetto più curioso è che i Millennials amano acquistare servizi aggiuntivi, che ovviamente preferiscono se gratuiti – e quindi facenti parte magari di un programma fedeltà – ma per i quali comunque non si preoccupano certo di spendere.
Ed ecco quindi l’altro aspetto innovativo: se da anni, non si fa che ripetere che il turista è infedele ecco che i Millennials ribaltano subito questa convinzione, togliendo al settore turistico anche questa ultima certezza.
Sembra infatti che i premi li rendano super fedeli: nel caso degli alberghi, per esempio, il 75% afferma di dormire sempre nello stesso marchio di hotel. A questo punto, alle aziende (ma anche alle destinazioni) non rimane altro da fare che costruire loyalty program che prevedano upgrade, bonus e benefit per conquistarsi le preferenze di questi viaggiatori vita natural durante.

E lo stesso vale anche per i trasporti: il 60% paga per utilizzare il wi-fi sugli aerei o per scegliere il posto a sedere mentre il 75% paga per ottenere servizi premium, dall’upgrade al transfer privato in aeroporto, scartando qualsiasi ipotesi di trasporto collettivo o in condivisione.
Ma andiamo avanti: nell’epoca della sharing economy, dove il desiderio di spartire una casa, una camera o un divano contagia tutti i turisti in modo trasversale, ecco che i Millennials ancora una volta escono fuori dal coro, preferendo gli hotel full service (58%) contro un’esigua minoranza (11%) che opta a favore di soluzioni alternative, come Airbnb.

Ultima curiosità: l’87% usa Facebook per ispirarsi sul viaggio da intraprendere (fase del dreaming) mentre l’85% prima di scegliere naviga in rete, consultando più siti per confrontare prezzi ed offerte, al fine di assicurarsi la più vantaggiosa.
Dopo di che acquista una sorta di ‘pacchetto base’ e lo arricchisce appena può.

Per concludere, come deve essere una destinazione o un’azienda turistica per guadagnare la loro attenzione?
Innovativa: avere un’attenzione costante all’innovazione e alla ricerca
Fidata: mettere al centro delle proprie politiche di business le esigenze dei consumatori
Propositiva: avere un approccio sostenibile e portare il proprio apporto al benessere della società e del pianeta
Accessibile: deve essere conveniente ed utile
Personalità: essere in linea con i loro valori e ideali personali

Ma attenzione non basta!
I Millennials infatti sono molto attenti e attaccati alla propria cerchia social e si lasciano influenzare in materia di viaggi e non solo dalle raccomandazioni di amici e conoscenti.
Quindi, come ultima caratteristica, è fondamentale che le destinazioni e le aziende turistiche abbiano un’ottima brand reputation!

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