Le DMO italiane hanno futuro?

Le DMO così come sono strutturate oggi, servono ancora? In che modo, le DMO risentono degli effetti dei cambiamenti del settore turistico? Come sarà il futuro delle DMO in Italia? Ma soprattutto, ci sarà un futuro per le DMO?
Queste sono solo alcune delle domande a cui Josep Ejarque ha risposto ieri nel suo intervento al BTO 2016.
Cosa ne è emerso?

Innanzitutto, bisogna avere ben chiara la situazione attuale: oggi le DMO italiane di fatto svolgono ancora un tipo di promozione e comunicazione che si può definire “old style” (fatto di fiere, workshop, brochure, mappe, info point presenziali, ecc.) e assolutamente non in linea con le nuove esigenze del turista, risultando alla fine così poco utili e poco efficaci nella loro azione.
Questo perché di fatto in Italia il ruolo del destination management e delle DMO viene inteso fondamentalmente come “facilitazione per la fruizione e l’accessibilità delle risorse e dei servizi turistici”.

Tuttavia, il mercato turistico è profondamente cambiato ed oggi sono i turisti a definire il valore della destinazione.
Ma le DMO sembrano voler ignorare il problema, andando avanti, a testa bassa, per la propria strada.
Ma non basta: a ciò si aggiunge anche un altro problema. In Italia, ogni soggetto opera per conto proprio, disperdendo sforzi e risorse: il risultato è un caos di sigle, funzioni, ruoli e compiti in cui il turista stesso si perde, non ottenendo quello che cerca e di cui ha bisogno.
Si ha una visione frammentata e parcellizzata del sistema turistico, in cui stakeholder, funzioni, risorse, ecc. sono visti come compartimenti stagni, separati tra loro, ognuno con un relativo ente preposto alla loro gestione.
Senza dubbio, oggi nel destination management tradizionale mancano gli elementi fondamentali della collaborazione e del coordinamento.

L’errore di partenza più grande è quello di considerare ancora le destinazioni come un territorio o uno spazio amministrativo invece di comprendere che si tratta di luoghi di esperienze, spazi di consumo. È’ necessario adottare una nuova visione dinamica e flessibile e vedere la destinazione come un ecosistema di cui la DMO deve essere il cuore pulsante, motore di sviluppo ed innovazione, che promuove una gestione integrata del territorio, dei suoi stakeholder e di tutti gli elementi che ne fanno parte.

Quali devono essere le funzioni principali di una DMO nel XXI secolo? E cosa deve fare per essere realmente utile ai turisti e agli operatori turistici?
Innanzitutto, deve sviluppare ed implementare una strategia operativa in accordo e in sinergia con i diversi attori pubblici e privati della destinazione ma al tempo stesso assumersi anche la leadership per lo sviluppo delle strategie di marketing e promozione della destinazione, oltre che dell’nformazione turistica.

Di fatto, oggi una DMO deve essere il ponte fra l’offerta e la domanda (B2C e B2B), creando relazioni e reti di collaborazione con gli operatori turistici, stimolando e incentivando la qualità della destinazione, sfruttando la propria autorevolezza per promuovere e gestire quelli che sono i servizi, le attrattive e l’offerta turistica, al fine di costruire una solida immagine della destinazione stessa.

Le DMO per essere utili, efficaci ed indispensabili devono quindi puntare sul capitale umano, sulla collaborazione, facendo leva sulla co-distribution, coopetition e co-creazione, proprio per superare quelli che sono i propri limiti attuali e assumersi la leadership reale del turismo, generando opportunità, dimostrando l’importanza del turismo come motore e sviluppo dell’economia dei territori.

Ma per riuscirvi, è necessario innanzitutto creare nuovi tipi di relazioni: a partire dai turisti e dagli operatori locali fino ad arrivare ai partner e attori strategici del territorio. Relazioni fondate sulla trasparenza, sulla collaborazione e sull’intento comune di contribuire attivamente alla crescita del valore della destinazione, in quanto oggi una destinazione non è più un brand o un prodotto ma una community, un network che opera dentro un sistema economico e sociale allargato.

Le DMO che non lo capiscono e continueranno a non volerlo vedere purtroppo hanno i giorni contati.

Tags :

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.