Le 10 regole per gestire i social media nel turismo (parte 2)

Quali sono le modalità corrette per gestire in modo efficace i social media? Cosa bisogna fare?
Nel post precedente, avevamo parlato delle prime 5 regole che le destinazioni e le aziende turistiche devono seguire per presidiare i propri canali social con successo.
Adesso andiamo a vedere le altre cinque

1.Segmentare 
Se una volta erano considerati terreno neutrale, oggi non è più così: anche i social media infatti iniziano ad essere oggetto di contesa per fare pubblicità, prima Facebook, poi Twitter e adesso anche Instagram.
Come sempre quando si tratta di pianificare una campagna adv, affinché abbia un impatto significativo, è necessario segmentarla. Quanto più precisa è infatti la segmentazione quanto più efficace sarà la pubblicità. E quanta più rilevanza si ottiene, maggiore sarà la possibilità di generare opportunità di business sia per la destinazione sia per gli operatori.
E questo vale in particolar modo sui social media.
Per esempio, in base alla strategia di posizionamento definita, si può promuovere un tweet indirizzato ad un pubblico ben preciso (britannici, italiani, francesi, tedeschi), inviando proposte mirate e costruite sulle specifiche esigenze e abitudini di questo segmento.
Le campagne pubblicitarie su Facebook e Twitter sono utili esempio per ottenere più follower, più RTs, per incrementare il traffico web e le conversioni, e via dicendo.
L’importante però è definire sempre degli obiettivi precisi e comunque non affidarsi solo all’adv ma inserirlo in un piano di comunicazione integrata (offline, online e social media).
Sui social media infatti ciò che conta è condividere contenuti, propria e di terzi, ed interagire.

2. Utilizzare i social come canale di vendite?
I social media non sono il luogo dove svolgere azioni marcatamente commerciali. Gli utenti in questi spazi infatti percepiscono come invadente e fuori luogo ogni tentativo di vendere loro qualcosa.
Bisogna ricordarsi che i social sono fatti per conversare, scambiarsi opinioni, confrontarsi e informarsi.
In questo senso, le destinazioni e le aziende turistiche devono sapersi raccontare e raccontandosi guidare gli utenti con attenzione e abilità verso le proprie proposte ed offerte.
L’importante è non essere né invadente né troppo aggressivo.

8. Coinvolgere il turista
L’esperienza del turista durante il viaggio è un fattore essenziale affinché:
• ritorni nella destinazione;
• condivida positivamente il suo ricordo con gli amici in rete;
• promuova la sua esperienza e quindi la destinazione sui social media.
Quanto più si riesce a coinvolgerlo quante più saranno le probabilità che quanto detto sopra si verifichi.
In questo senso, è utile per esempio stimolare i turisti a condividere le proprie foto, a raccontare la propria esperienza, in modo tale da generare conversazioni in rete e nel web 2.0.
Gli stessi selfie possono essere usati come strumento di promozione della destinazione (importante creare un hashtag # e usare la geolocalizzazione) e allo stesso tempo per coinvolgere e creare engagement con gli utenti.
Per spingere quindi un turista a condividere e a raccontare la sua vacanza sui social c’è un solo modo: offrirgli un’esperienza unica ed indimenticabile.

9. Offrire informazioni utili alla audience
È totalmente inutile pubblicare contenuti generici e banali. Nei canali social della destinazione è infatti fondamentale che vengano distribuite informazioni, curiosità, notizie, indicazioni, in modo tale da spingere i turisti a decidere.
Si tratta di guidarli alla scoperta delle destinazione e delle sue offerte, al fine di ispirarli e stimolarli a prenotare.

10.Non dimenticare mai gli hashtag!
Utilizzare sempre gli hashtag è fondamentale, in quanto serve per creare conversazione, rapporti e generare engagement. Che si tratti di Facebook, Twitter, Instagram non bisogna mai dimenticarsi di inserirli.
Ovviamente, è importante che siano pertinenti in relazione al contenuto, possibilmente già utilizzati, popolari e facilmente comprensibili.

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