La professione del Destination Manager oggi

Ricevo spesso richieste e domande da parte di studenti, neolaureati ed esperti del settore sulla professione del Destination Management e sui relativi sbocchi lavorativi. Preferisco in generale fornire semplici informazioni piuttosto che dispensare consigli. Ma noto con piacere che in tutti c’è una profonda passione per il turismo e per il nostro Paese, passione unita all’illusione e alla fiducia che il lavoro possa realmente contribuire alla crescita del settore turistico così come del turismo.
La figura del Destination Manager o del professionista nella gestione e nel marketing delle destinazioni turistiche esercita un certo fascino sui giovani, soprattutto perché si tratta di una professione relativamente nuova. Questo mestiere viene spesso considerato, soprattutto dalla politica, come una professione semplice e facile, senza sapere che in realtà è necessaria una precisa e specifica professionalità per esercitarlo a dovere, soprattutto perché ormai non si può più improvvisare e nemmeno procedere per tentativi.
Io stesso per stare al passo coi tempi mi devo costantemente aggiornare e informare e proprio per questo sono consapevole di quanto sia cambiata questa professione negli ultimi dieci anni. Il problema è che la bibliografia disponibile è scarsa, molto teorica  e non fornisce quasi mai indicazioni operative e concrete. Per lo più i libri e gli articoli fruibili sul Destination Management, sul networking, sul Destination Marketing e sul Branding sono in genere di ricerca, di studio e poco attinenti alla realtà.
In questo post vorrei tentare di evidenziare alcune capacità e qualità direttive che ritengo fondamentali per chi desidera esercitare questa professione e contemporaneamente fare alcune riflessioni sul ruolo e sull’operatività.

  • Capacità di relazionarsi e rapportarsi con le persone.
  • Nel turismo e nel Destination Management è fondamentale fare networking, ossia essere capaci di creare, mantenere e rafforzare  i rapporti con le persone sia fisicamente sia virtualmente.
  • Professionalità, curiosità ed ambizione ‘esogena’.
  • È importante sviluppare una solida professionalità ed essere curiosi, ossia avere sempre un occhio su quello che succede intorno a noi. Spesso manca collaborazione tra i professionisti e questo rappresenta un grave limite. L’ambizione esogena si riferisce proprio alla necessità costante di rinnovamento, miglioramento e aggiornamento, più facile da sviluppare in un clima di reciproca collaborazione. Sicuramente il modo di intendere il Destination Management e Marketing di 15 anni fa non ha più molti punti in comune con la disciplina odierna.
  • Capacità di gestire l’informazione.
  • Orientamento al turista e al mercato.
  • Per essere un buon Destination Manager è necessaria acquisire una visione ampia, market oriented, abbandonando il tipico approccio locale, autoriferito ed endogeno.
  • Capacità di gestire il cambiamento nella destinazione e nell’organizzazione.
  • Autorevolezza ed umiltà.
  • Approccio economico.

È importante adottare nella gestione delle destinazioni turistiche un approccio economico, abbandonando la prospettiva politica o amministrativa. Il turismo infatti è economia e sistema.

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