La destination reputation e la destination revenue

Nell’ultimo post, abbiamo parlato del peso economico della destination reputation, che è determinato dal mercato.
È inutile illudersi: se infatti il mercato considera una destinazione meritevole, per le sue attrattive o per le sue proposte, sicuramente genererà una reputazione positiva, determinando di conseguenza un prezzo vantaggioso o quanto meno congruo.
Il peso economico della destination reputation corrisponde quindi al destination revenue, ossia al fatturato complessivo della destinazione, anche se ovviamente anche i prezzi con cui la destinazione si presenta sul mercato incidono.

Il valore della destination reputation è direttamente proporzionale all’esperienza vissuta dai turisti sul territorio: quanto migliore e varia sarà tanto maggiore sarà il loro attaccamento alla destinazione e la loro predisposizione a diffondere una percezione positiva. In sintesi, una buona destination reputation significa un’immagine migliore, una notorietà e visibilità maggiore che, a loro volta, consentono di incrementare i flussi turistici, generando, se il prezzo medio è interessante, una buona destination revenue.

La destination reputation è fondamentale soprattutto nella fase iniziale di contatto del turista con la destinazione. Secondo Google, il 65% dei turisti inizia la propria ricerca online senza aver deciso dove andare e soprattutto oltre la metà si informa leggendo le descrizioni in rete.
È evidente, come già in questo stadio, la reputazione sia un fattore decisivo così come continua ad esserlo anche nelle fasi successive, ossia in quella della pianificazione e del booking, quando si fanno confronti e paragoni.
La destination reputation incide anche su molti altri aspetti: innanzitutto provoca, grazie alla partecipazione e alla condivisione delle diverse esperienze dei turisti, una crescita della popolarità in rete, che a sua volta provoca l’incremento della brand awareness, della riconoscibilità nel mercato e della capacità di attrazione e quindi inevitabilmente anche dei flussi turistici. Ma soprattutto dato che la reputazione è di per sé una promozione comporta una significativa riduzione dei costi legati alla realizzazione di azioni promozionali di tipo tradizionale.

Il vero problema è però riuscire a comprendere che, proprio per la sua importanza, la reputazione è un fattore che va gestito e non subito passivamente.
Che si tratti di un albergo o di una destinazione, è importante essere consapevoli che la reputazione va creata e continuamente monitorata.
Un’analisi ben fatta della destination reputation è estremamente utile, in quanto permette di capire quale strategia marketing è più opportuno adottare, come gestire la propria presenza online, quali azioni è meglio realizzare.
Insomma, ci indica in linea di massima cosa fare e soprattutto cosa non fare più.

Oggi, il legame tra la destination reputation e la reputazione degli operatori è indissolubile, dalla prima infatti dipendono in gran parte le sorti dei secondi.
È quindi fondamentale che una destinazione applichi una corretta Destination Reputation Strategy in modo tale da incrementare il suo flusso turistico dal 10% al 20%, e soprattutto migliorare il revenue complessivo della destinazione fino ad arrivare anche al 30%.

Dei benefici della Destination Reputation Strategy e di come realizzarla, ne parleremo in un altro post.

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