Il vademecum del Destination Marketing 2.0

La complessità attuale dei mercati e dell’ecosistema turistico impone di evitare una strategia e un’operatività di marketing monocanale.
Il turista è infatti per definizione multitasking, e di conseguenza per farsi notare è necessario utilizzare il multimarketing.
Il piano di marketing deve rendere tangibile la destinazione, facilitando la comprensione dei prodotti, la loro composizione e costruendo messaggi adottando la prospettiva del mercato. (…)
Le destinazioni devono riuscire a comunicare il proprio valore per essere ascoltate da un mercato saturo di messaggi e poco incline a recepire. Questo implica, da una parte, di specializzare la comunicazione e il prodotto e, dall’altra, di segmentare l’audience per creare messaggi diversi e produrre conversazioni.
Il valore di un messaggio per gli utenti è dato dalla concretezza, quindi è necessario comunicare sempre il proprio “core”, mai messaggi vuoti e banali. In essenza, si tratta di posizionare la proposta della destinazione in una chiave di interesse motivazionale: deve essere umana, avere un volto, una personalità ed un’identità digitale che il turista sia in grado di percepire.
Bisogna evitare i monologhi, i messaggi autoreferenziali ed unidirezionali, cercando il contatto con gli utenti e generando conversazione. (…)
In sintesi, la strategia di marketing di una destinazione deve essere circolare, around, focalizzata sul brand/ destinazione e finalizzata a portare traffico al sito web perché è proprio lì che può e deve nascere una interazione con l’utente.

Il marketing turistico attuale e del futuro, quello che si può definire marketing 3.0, deve sfruttare l’intelligenza collettiva, ossia dare il potere al turista, coinvolgerlo ed approfittare della sua collaborazione per farlo parlare della destinazione ma sempre guidandolo. Provocare conversazioni è uno degli obiettivi strategici fondamentali: oggi, infatti, non importa più quello che fa e dice la destinazione ma quello che dicono gli utenti in rete.
Se il marketing turistico deve fondamentalmente svilupparsi nel web, diventa indispensabile pensare in termini di parole chiave.
È necessario strutturare e costruire i messaggi utilizzando tag, keyword o hashtag, facilitando così il potenziale turista a trovare la destinazione, permettendogli di associarla a differenti tipologie di turismi, prodotti e suggestioni.
Ma soprattutto è importante pensare in modo innovativo ed originale: think different, be different. Seguire infatti le strade già battute da altri competitor difficilmente genera notorietà. Per avere successo è invece necessario pensare ed agire diversamente dagli altri, innovando.

Come costruire una strategia di marketing 2.0 di successo? Come definire una corretta strategia di marketing mix? Come creare un piano marketing 2.0? E come stabilire e scegliere quali sono le azioni più efficaci da mettere in atto?
Queste e molte altre risposte le potrai trovare nel nuovo libro di Josep Ejarque ‘Social media marketing per il turismo‘, edito dalla Hoepli, in distribuzione nelle principali librerie di Italia.

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