Il segreto del piano marketing partecipato di successo

Oggi, creare una destinazione turistica di successo, in linea con le esigenze del mercato, significa realizzare un piano marketing partecipato e quindi rivedere in toto l’approccio finora adottato sia dalle pubbliche amministrazioni sia dagli operatori turistici. Non si tratta di un’affermazione banale perché l’Unione Europea con la sua nuova programmazione punta precisamente su questo modello per lo sviluppo economico e turistico dei territori.

Ma cosa vuol dire esattamente?
Vuol dire creare un piano coinvolgendo attivamente gli attori del territorio, sin dall’inizio, nella fase strategica, e dando loro la possibilità di esprimere e di intervenire nella costruzione di quella che dovrà essere anche la loro destinazione turistica.
Significa mettere a confronto operatori turistici e rappresentanti amministrativi, residenti e stakeholder, per concertare un piano che tenga conto, da una parte, di quelle che sono le effettive possibilità di realizzazione, con tutti i limiti e le barriere burocratiche, legislative ed amministrative del caso (ossia la pubblica amministrazione) e, dall’altra, quelle che sono invece le esigenze di coloro che il territorio lo devono vendere e che di fatto sono ogni giorno a contatto con i turisti (gli operatori del territorio).
E in questo modo, seguendo una formula bottom up, definire quelle che sono le linee strategiche da perseguire al fine di trasformare un semplice territorio costituito da risorse, attrattive e servizi in una destinazione turistica di successo, in grado di offrire ai visitatori quelle esperienze che tanto cercano.

Tuttavia, se lo si esamina un po’ più da vicino, anche questo approccio può rivelare i suoi limiti. Già, perché non basta seguire una formula bottom up per uscire da una logica autoreferenziale, particolaristica ed endogena. Anche in questo caso si corre il rischio di sedersi tutti intorno ad un tavolino e passare il tempo a lamentarsi, a trovare presunti responsabili per tutto ciò che in passato di sbagliato o di nullo è stato fatto, nel tentativo di identificare ipotetici capri espiatori, giocando al tanto amato scaricabarile, come nelle migliori commedie italiane d’autore.

Per fortuna, la soluzione c’è…ma c’è ancora un passo da fare.

Partendo ormai da quello che si può definire un dogma, ossia che oggi il turista è e deve essere al centro di ogni destinazione turistica, di ogni sua strategia e azione perché oggi la destinazione si misura e vale proprio in base a come il turista la percepisce e la vive, in base a come la racconta e a ciò che ne dice, è necessario effettuare un ulteriore passo in avanti, ossia è necessario fare un cambiamento di prospettiva.

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