Il potere dello storytelling

Che si tratti di una storia da condividere tra amici, di leggere una favola della buonanotte ai propri figli oppure di raccontare qualche aneddoto sulle proprie vacanze raccontare una storia rappresenta sempre un passo essenziale per creare connessioni sottili ma profonde e soprattutto durature con le persone che ci circondano.

E questa affermazione è altrettanto vera e pertinente se applicata al brand di una destinazione o azienda turistica. A confermarcelo un sondaggio realizzato da Headstream, società inglese specializzata in content marketing, che ha intervistato un campione di oltre 2000 utenti inglesi tra i 25 e i 65 anni.
Dai risultati emerge in modo chiaro che circa l’80% degli intervistati apprezza i brand che fanno storytelling.

Ma cos’è che di fatto rende una storia efficace? Come si crea una bella storia?
Il 66% ha dichiarato di essere più interessato alle storie dovei protagonisti sono le persone comuni piuttosto che famosi testimonial; al contrario il 38% preferisce invece conoscere le vicende dei clienti legati a quello specifico brand mentre solo il 19% è incuriosito da chi vi lavora all’interno.

Tra le storie raccontate dai brand, il 64% (in maniera trasversale a tutte le età) ha dichiarato di apprezzare più di tutte le storie divertenti, ossia quelle che fanno ridere oltre alle storie drammatiche, fortemente emozionali oppure informative.
Le storie invece con effetto a sorpresa stranamente sono quelle meno gradite.

Tra i canali più appropriati per la distribuzione, gli intervistati hanno indicato gli owned media, ossia i siti e blog così come anche l’email marketing.
A seguire l’adv online, il social media adv e solo in ultima posizione la creazione di contenuti per i canali social istituzionali.

In ogni caso, a prescindere dalla distribuzione adottata, condividere storie genera sempre e comunque un buon impatto sulle conversioni.
Il 55% delle persone sono infatti più inclini a comprare un prodotto se gli è piaciuta la storia di un brand e ben il 15% è disposto a farlo anche subito, appena finito di leggerla o ascoltarla. Allo stesso modo, il 45% è più propenso a mettere un ‘mi piace’ sulla pagina facebook e a condividere a propria volta la storia mentre il 29% si dichiara interessato a seguire il brand sui suoi canali social.

Di fatto, il pubblico che segue un brand si comporta esattamente come qualsiasi altra community online. In questo caso, le storie raccontate dalle destinazioni e alle aziende turistiche rappresentano il collante che la tengono viva, oltre a costituirne la memoria e a stimolare e attirare nuove connessioni.

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