Il marketing della raccomandazione come arma nel turismo

Secondo alcuni analisi e studi, oltre il 50% dei turisti cambia la propria idea in merito alla vacanza, che si tratti della destinazione, dell’albergo piuttosto che di una semplice visita, dopo aver consultato gli amici in rete, raccolto informazioni nelle community, nei blog o nei forum di viaggio.

L’avvento del web 2.0 ha trasformato tutti noi in produttori di informazioni e di conseguenza ha generato e creato un nuovo tipo di “presciptor” o raccomandatore. Questo implica inevitabilmente un cambiamento radicale nel modo stesso di fare e di gestire il marketing delle destinazioni e delle aziende turistiche, in quanto si è verificata una perdita assoluta di controllo dell’informazione.

Dato che la pubblicità così come la promozione tradizionale hanno perso gran parte della loro efficacia, oggi le destinazioni e le aziende per catturare i turisti e influire sul mercato devono utilizzare le loro stesse armi, ossia la creazione di contenuti, la condivisione e la viralità. Purtroppo, non è così facile né automatico.

Sono infatti diversi gli elementi da prendere in considerazione per essere certi che i contenuti pubblicati vengano condivisi in rete. Sarebbe fantastico infatti se automaticamente, in modo naturale, diventassero virali. Affinché questo avvenga, bisogna porsi degli obiettivi raggiungibili, conoscere quello che piace ai nostri utenti e al target che intendiamo raggiungere, diffondere informazioni utili e facilmente condivisibili.

E fin qui forse nulla di nuovo. Ma quali altri suggerimenti allora si possono seguire per creare contenuti efficaci e di successo?

Innanzitutto, è bene chiarire che i turisti condividono informazioni online per gli stessi motivi per cui lo fanno nella vita reale.

Gli utenti-turisti prediligono e condividono i contenuti che li fanno sentire connessi, ma anche che sono in grado di soddisfare il loro desiderio di comunicare e di sentirsi parte attiva e coinvolta. Capita spesso che nelle pagine di facebook o nei blog personali ci siano informazioni, commenti e fotografie delle vacanze.  Questo risponde ad un preciso bisogno del turista social, impaziente di condividere subito con gli altri utenti la propria esperienza, oppure di esprimere la propria opinione in merito a questioni che sa che potrebbero interessare un amico. Per esempio, un’offerta per una vacanza in famiglia nella natura, proprio la stessa che stava cercando un collega! Uno dei motivi principali per cui si condividono le opinioni in rete è per essere connessi, per rafforzare le relazioni con le persone che ci circondano. Condividere è un modo di manifestare interesse ed attenzione. Pertanto è fondamentale che le destinazioni e le imprese entrino in questa logica e producano contenuti che potrebbero aiutare i nostri potenziali turisti nella costruzione delle loro vacanza, sia per orientare ed influenzare la loro decisione sia per farsi raccomandare.

In un certo senso, il marketing della raccomandazione è insito nell’uomo: è infatti nella sua natura condividere cose e informazioni utili, come per esempio un coupon di un ristorante, una promozione, una vacanza indimenticabile. E questo fa parte del marketing della raccomandazione con cui oggi nel turismo siamo obbligati a confrontarci. Poco importa se lo si fa per generosità, per sembrare più informati o per opportunismo: più sono utili i contenuti più verranno condivisi. Un solo post fatto bene sul blog è dieci volte più valido di 50 mediocri, che ripropongono e rimescolano informazioni già presenti in rete.

Ma come possono le aziende e le destinazioni raggiungere questo nuovo modo di fare promozione?

Se desideri leggere tutto l’articolo pubblicato sul blog di TTG, The Matador, clicca qui.

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