Il 4°e 5° errore da evitare nel content marketing

Ed eccoci arrivati a parlare di altri due errori molti comuni nel content marketing.
E precisamente, secondo la nostra lista, il quarto, che riguarda la ricerca nel web e il quinto, relativo alla tipologia di formati da utilizzare.

Errore 4: cercare e confrontarsi nel web
Il web è il più grande magazzino dello scibile umano. È importante essere consapevoli che negli infiniti spazi della rete sono sicuramente nascoste perle di saggezze, informazioni utili, idee, oltre che soluzioni interessanti per come proporre, in modo accattivante, il materiale da noi confezionato al proprio pubblico. Perché ciò che conta veramente infatti è riuscire ad offrire qualcosa in grado di stupire i propri utenti e di garantire loro un valore aggiunto. Basta con le offerte tutte uguali, con i luoghi comuni, con le stesse proposte di sempre!

La ricerca
Prima quindi di creare un contenuto, di qualunque tipo, è sempre importante effettuare una ricerca per vedere cosa hanno fatto i nostri diretti competitor – cosa offrono e come lo offrono – e soprattutto come è stato accolto dal mercato.
Il momento della ricerca è quindi fondamentale. Nuovi stimoli portano nuove idee. E non solo: il web restituisce anche i risultati di molte iniziative svolte e questo permette anche di comprenderne l’efficacia oltre che l’originalità.
Guardarsi intorno è quindi fondamentale sia perché permette di essere sempre informati e aggiornati sui nuovi trend del mercato turistico sia perché consente di raccogliere stimoli utili, trovare materiale interessante ed essere sempre ‘sul pezzo’.

Passiamo quindi all’errore numero 5, in genere sottovalutato ma invece di grande rilievo, ossia la produzione..
Già perché una volta individuati obiettivi, pubblico e creati i contenuti, la maggior parte dei content manager pensa di aver superato il peggio. Ma non è così: ciò che può vanificare gli sforzi sostenuti finora è la scelta del mezzo o supporto sbagliato.

Le idee effettivamente possono essere diffuse in molti modi ma alcuni concetti si prestano di più ad essere trasmessi in determinate modalità. Se per esempio, si intendono illustrare le esperienze che si possono vivere nella destinazione, fornendo un’immagine globale, oppure mettere in evidenza il valore aggiunto di un albergo, sicuramente gli elementi visual, in particolare i video, sono i supporti migliori rispetto, per esempio, ad un testo scritto.
È importante pensare sempre quale mezzo è in grado di comunicare in modo più efficace il contenuto realizzato, senza però dimenticarsi che va anche tarato sulla propria audience, oltre a dover rispondere a tutte le caratteristiche analizzate nei post precedenti.

Il valore del formato
I diversi supporti possono imprimere ai contenuti una forza maggiore, rendendoli più accattivanti e mettendo in evidenza il loro valore aggiunto; per questo hanno la stessa importanza dei contenuti stessi. Utilizzare formati in grado di valorizzare al meglio i contenuti, capaci anche di creare un effetto sorpresa è utile per raggiungere risultati consistenti e sfruttare al massimo le possibilità offerte dal marketing dei contenuti.
Le modalità di produzione così come di presentazione e distribuzione sui diversi canali possono realmente fare la differenza tra un contenuto di successo, che diventa virale e uno che invece si perde tra mille altri materiali, nei meandri del web.
Le 6 regole che abbiamo visto per creare un contenuto ‘sticky’, ossia letteralmente appiccicoso, accattivante, virale, possono essere anche applicate per scegliere i formati più idonei.
È importante chiedersi:
– quale supporto può incrementare l’impatto emozionale del mio contenuto?
– quale formato è in grado di trasmettere maggiore credibilità al mio messaggio, facilitandone la comprensione ed enfatizzandone il concetto di fondo?

Scegliere un titolo appropriato e convincente
Che piaccia o meno, il web è un mondo fatto di informazioni volte a catturare l’attenzione dei lettori. In questo senso, si tratta di una vera e propria lotta: le possibilità di vincita dipendono in gran parte anche dalla scelta del titolo. Un buon titolo infatti è in grado di stimolare la curiosità degli utenti e renderli dei veri e propri ‘content addict
Spesso infatti è il solo mezzo per coinvolgere il lettore. E quindi anche la sua elaborazione richiede una grande cura: è importante che sia semplice, chiaro, concreto, inaspettato e ovviamente in grado di suscitare interesse. Tuttavia, non bisogna dimenticarsi di osare, di essere un po’ sensazionali, un po’ al di sopra delle righe: d’altra parte, l’obiettivo è farsi notare!
La migliore tecnica è quella di dare ai propri lettori un assaggio che li invogli a saperne di più, ossia far nascere in loro un bisogno che solo il contenuto pubblicato può soddisfare.

Rimaneggiare i contenuti
A volte, effettuare leggere modifiche ad un contenuto già utilizzato può portare grandi sorprese e risultati inaspettati. È quindi importante chiedersi se lo stesso materiale può essere adattato in un altro formato, se per esempio si può trasformare un testo descrittivo in un video oppure un’infografica statica in una dinamica. Adattare un contenuto e distribuirlo in formati diversi o dandogli nuova angolazione permette di raggiungere nuovi target e nuovi utenti con il minimo sforzo e impegno. Lo stesso contenuto infatti se modificato, o nel suo supporto o nel suo focus, può essere riutilizzato, raggiungendo più nicchie di mercato.

Se quindi è importante creare contenuti di qualità è altrettanto importante scegliere con cura il formato attraverso cui veicolarlo, in quanto veramente può influire in modo significativo sul successo dell’azione svolta. Ovviamente, è l’idea e l’informazione che si distribuisce ad essere in ogni caso l’elemento prioritario su cui lavorare e su cui non sbagliare. Seguendo queste semplici indicazioni, si hanno tutte le carte in mano per distribuire in rete contenuti efficaci, sfruttandone al massimo le potenzialità.

Al prossimo post per scoprire insieme l’ultimo errore del content marketing!

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