I turisti: i nuovi promotori delle destinazioni

Basta con i blogger, oggi bisogna puntare sui social influencer

Se qualcosa hanno fatto i social media nel turismo sicuramente è stato di cambiare il modo in cui i viaggiatori oggi cercano informazioni sulle destinazioni, le aziende, i prodotti e i servizi turistici.
Nel turismo, scegliere è una questione di estrema importanza per i clienti. Una scelta sbagliata, infatti può pregiudicare l’andamento dell’intera vacanza. E tutti sappiamo l’investimento emotivo ancor prima che economico che ognuno di noi ripone nel viaggio.
Riuscire a scegliere le vacanze “giuste“, ossia nella località che sembra avere tutte le caratteristiche che si desiderano, trovando l’albergo, il B&B o addirittura il ristorante così come li vogliamo noi, non è facile anzi; sicuramente ci vuole anche un po’ di fortuna perché è un po’ come giocare alla roulette russa.
Si può indovinare e vivere la vacanza dei sogni oppure sbagliare totalmente e rovinarsi l’intera esperienza.
Per anni, l’unica fonte di informazione dei turisti è stata la comunicazione e la pubblicità promossa dalle destinazioni. Ma con l’arrivo del web .0 ma soprattutto con l’avvento dei social media tutto è cambiato: i turisti infatti oggi possono accedere alle informazioni presenti in rete ma soprattutto possono leggere i pareri e le opinioni di altri turisti come loro.

Oggi, la raccomandazione è l’essenza del marketing turistico. I turisti infatti prima di decidere dove andare vogliono sapere, capire se quello che si propone loro è vero e se effettivamente risponde a quello di cui hanno bisogno.
Alla luce di questo nuovo scenario, è inevitabile per le destinazioni turistiche affidarsi ai turisti che già le conoscono, ossia a quelli che vi hanno già trascorso le proprie vacanze, come promotori del territorio.
La verità è che oggi il marketing più efficace oggi è quello che riesce a divulgare e a trasmettere il messaggio, non attraverso la realizzazione di azioni altisonanti e dispendiose o coinvolgendo testimonial famosi o noti influencer ma adoperandosi affinché siano proprio i turisti “normali”, ossia la gente comune, a promuoverla, raccontandone il territorio, i prodotti e le esperienze.
Se prima della comparsa della rete web, le destinazioni avevano chiaro cosa e quanto si doveva investire nella pubblicità e nella comunicazione per arrivare ai potenziali turisti, adesso le cose sono radicalmente cambiate.
In definitiva, le destinazioni così come gli assessorati al turismo, i territori, le Dmo, e via dicendo devono affidarsi ai turisti già acquisiti affinché i loro messaggi ne raggiungano di potenziali nuovi.
Senza dubbio, questo oggi è l’unico strumento per potere fare promozione, in quanto i turisti si fidano solo di quello che dicono altri turisti. Non è necessario che siano famosi, delle celebrities, anzi molto meglio che siano persone normali perché sono loro i veri motori delle raccomandazioni.

I numeri sono chiari: il 56% dei turisti dichiara infatti di essere influenzato nelle proprie scelte dai consigli degli amici ma ben l’89% invece è sensibile alle opinioni e ai racconti anche di sconosciuti. Già perché è proprio questo il punto: nel mercato attuale, i turisti si fidano più delle opinioni online di gente estranea piuttosto che di quello comunicato ufficialmente dalle destinazioni stesse, dai giornalisti professionisti oppure dai travel blogger, che ormai sono inflazionati e soprattutto iniziano a perdere un po’ la loro credibilità di informatori indipendenti e liberi.

I social network hanno quindi radicalmente cambiato le modalità di scelta dei turisti, trasferendo il controllo dell’immagine della destinazione dalle organizzazioni di promozione turistica direttamente nelle mani dei visitatori, le cuoi opinioni online agiscono come megafono.
Fare marketing turistico non è più soltanto una questione di fiere, workshop o campagne pubblicitarie. Anzi, affinché funzioni e generi visibilità per le destinazioni, incrementandone i flussi turistici, in termini di arrivi e presenze e anche di ricadute economiche sul territorio, è necessario fare influencer marketing.
Ormai neanche più i blogger più noti e con migliaia di follower sono in grado di risollevare le sorti di una stagione turistica in flessione. Quello che serve è coinvolgere le persone, quelle stesse che in modo autonomo e spontaneo pubblicano le proprie fotografie e video su facebook, che raccontano su twitter e instagram ai propri amici la vacanza che stanno vivendo, le loro impressioni ed esperienze. Insomma, quelli che senza neanche volerlo raccomandano le destinazioni.

Fare marketing turistico oggi significa sfruttare i contenuti pubblicati dai turisti e non solo le recensioni degli hotel su Tripavisor o in Trivago o su Booking ma tutto ciò che condividono in rete e che riguardi il proprio territorio o attività.
Ogni persona ha la propria rete di conoscenze, amici, familiari, che attraverso i social network vedono e leggono cosa fanno.
I post di viaggi e vacanze sono per volume i terzi più pubblicati su facebook e i quinti su Twitter.

E questo cosa significa?

Molto semplice, vuol dire una cosa sola, ossia che le destinazioni non stanno sfruttando questa grandissima opportunità.
Si tratta infatti di una promozione a costo “zero”, credibile, efficace, in grado di mettere in contatto le destinazioni con centinai di migliaia di persone che altrimenti non avrebbero potuto avvicinare.

Insomma, non ci sono dubbi: le raccomandazioni e la reputazione sono le due leve del destination marketing attuale. Il 72% dei turisti naviga in rete per trovare la meta delle vacanze e il 60% la sceglie a partire proprio dalle raccomandazioni di altri turisti. È inevitabile quindi farsi una domanda: perché dato che esiste già, non utilizzare questa forma di promozione? Perché non sfruttarla per incrementare la visibilità, riconoscibilità e notorietà della destinazione? Perché non sfruttare i turisti come promotori della destinazione?
Si tratta di un’attività relativamente semplice: l’essenziale è sapersi dedicare ed essere in grado di gestire il rapporto con i turisti social, chiedendo loro di condividere i contenuti, ossia le immagini, i video, i racconti della vacanza anche sui canali della destinazione, e soprattutto quotidianamente interagendo con loro. Basti sapere che ben l’85% dei turisti accetta volentieri, se sollecitati, di condividere i propri contenuti.
Senza contare che oltre ad essere utile per la promozione del territorio, in questo modo, si acquisiscono anche materiali nuovi, che si possono riutilizzare sui propri canali. E generalmente si tratta di contenuti efficaci perché piacciono agli utenti, sono autentici e permettono alle destinazioni di capire cosa interessa veramente ai turisti, dando differenti letture del territorio.
Per fare promozione in modo efficace, non basta che le destinazioni pubblichino i propri contenuti su facebook o twitter, per esempio augurando il buongiorno attraverso una bella fotografia. Ovviamente, si tratta di un’attività utile ed essenziale per mantenere i rapporti con i follower e creare engagement ma sicuramente non serve per portare nuovi potenziali turisti sul territorio.

E non a caso, le recensioni dei turisti sono un fenomeno che preoccupa il settore turistico anche se ormai si tratta di un elemento con il quale la maggior parte degli operatori hanno imparato a convivere. Tutti infatti sanno che i turisti prima di prenotare un hotel o un ristorante guardano le recensioni e i relativi punteggi.
Ma quello che spesso tutti sottovalutano è che generalmente prima di decidere l’hotel o il B&B il turista sceglie la destinazione. E ovviamente anche in questo caso cercherà informazioni e opinioni che non troverà sicuramente su Tripadvisor, Trivago, Holidaycheck o Booking, in quanto in questi review site non ci sono le opinioni dei turisti sulle destinazioni; al massimo, si sono dei commenti in merito alle attrazioni più note.
Ma il grosso, ciò che di fatto costituisce la reputazione di un luogo, si trova sparsa in rete e questo significa che le destinazioni e i territori devono saperla trovare, gestire ed indirizzare.

Fino a poco tempo fa e in parte ancora adesso, le destinazioni si sono “lanciate” sui blogger, organizzando blogtrip ed eventi mirati con l’obiettivo di sfruttare la loro autorevolezza e credibilità in rete per costruire e rafforzare la propria reputazione.
Spesso sono stati commessi errori grossolani, affidandosi a influencer molto noti, con tanti follower ma magari poco in linea con il reale core value e business della destinazione. È sempre infatti molto importante comprendere chi abbiamo davanti, chi sono i blogger e soprattutto chi sono i loro seguaci, ossia se veramente potrebbero essere potenziali turisti della destinazione.

Ci si è spesso limitati a pensare che lavorare con i blogger fosse utile perché sono conosciuti e pensando che questo avrebbe permesso di allargare la penetrazione nel mercato turistico, ampliando la portata del messaggio.
Si tratta di un ragionamento logico e abbastanza ovvio, anche se tuttavia non del tutto corretto. Non serve infatti utilizzare gli influencer come portavoce di una destinazione solo perché si tratta di persone conosciute, con un’audience solida e una forte credibilità in rete se però poco hanno in comune con la destinazione.
E così dall’influencer marketing si è passati ad un’altra tipologia di marketing turistico che punta sui “social influencer“. Chi sono? Semplicemente i turisti, le persone comuni la cui popolarità è legata alla propria credibilità, in quanto le persone li percepiscono come reali e sinceri, ossia persone “come noi”, senza secondi fini o intenzioni nascoste.

Questo significa quindi che oggi le destinazioni e i territori devono cambiare il loro approccio e fare come già stanno facendo da tempo alcune destinazioni e DMO americane, francesi e spagnole, ossia sfruttare i contenuti e le opinioni dei semplici turisti per migliorare la loro percezione, promuoversi sul mercato e incrementare la propria reputazione.
Devono imparare a sfruttare a proprio vantaggio i contenuti creati e condivisi dagli utenti, organizzandoli e gestendoli.
Di fatto, non si chiede loro niente di nuovo, ma semplicemente di continuare a fare quello che farebbero normalmente per conto proprio.
Ormai, il marketing e la promozione turistica si fa nel web e la migliore strategia da utilizzare è quella che coinvolge i social influencer.

Ma come bisogna procedere?

Per mettere in atto una strategia tattica ed operativa efficace, bisogna essenzialmente:

  • ascoltare e identificare gli UGC
  • scegliere i contenuti più adatti e pertinenti
  • condividere
  • diffondere i contenuti UGC positivi relativi alla destinazione

Una destinazione che voglia attirare nuovi turisti e migliorare la propria percezione e reputazione, deve assolutamente lavorare e coinvolgere i turisti come promotori ed ambassador della destinazione.

È semplice ma soprattutto molto redditizio!!

Tags :

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.