I tuoi contenuti non convertono? Ecco, perchè!

Come mai, nonostante gli sforzi e le risorse investite per creare contenuti efficaci, per costruire engagement con gli utenti, tuttavia alcune destinazioni così come alcune aziende turistiche non ottengono risultati, ossia non  hanno conversioni?

Una prima risposta, anche se dolorosa, potrebbe essere che il mercato semplicemente non è interessato a quello che hanno, al loro prodotto. Se questo è il problema allora c’è ben poco da fare: non c’è infatti alcuna tecnica di marketing che possa funzionare
Delle volte ci si appassiona ad un’idea o ad un prodotto che piace solo a noi. In effetti, creare qualcosa di ‘unico’ è importante ma allo stesso tempo può essere pericoloso: se nessuno sul mercato lo offre…forse è un motivo c’è!
La competizione è invece il segnale che il mercato c’è ed è interessato.
Se questo è il problema, non rimangono che due soluzioni: offrire qualcosa che le persone realmente vogliono e quindi cambiare oppure costruire una connessione tra quello che il mercato vuole e il prodotto che si sta offrendo. C’è infatti sempre un modo per tradurre i desideri dei clienti in benefici che il prodotto è in grado di soddisfare.

A volte invece succede semplicemente che sono confusi, al punto da non riuscire a completare l’acquisto. Una mente confusa o dubbiosa infatti non compra e, a dire il vero, in generale fa ben poco. Quando dobbiamo confrontarci con troppe scelte, troppe informazioni spesso ci blocchiamo: ed è per questo che è importante che le destinazioni non offrano mai troppe alternative altrimenti corrono il rischio di perdere i clienti.

Altre volte non riescono a visualizzare i benefici che potrebbero ottenere, a percepire il famoso valore aggiunto. È importante che i benefici di un prodotto siano sempre chiari, espliciti ed evidenziati. Meglio se lo si fa utilizzando un testimonial, che può essere anche una persona qualunque, in quanto facilita il processo di identificazione così come è importante trasmettere quanti più dettagli possibili, meglio se sensoriali, per far leva sulle emozioni, come l’olfatto, il tatto, il profumo.
Non bisogna mai dimenticarsi che vendere significa comunicare e allo stesso tempo educare.
In questo senso, bisogna veicolare il proprio messaggio in modo chiaro e semplice, facendo leva su tre elementi:
– descrizione dettagliata ed emozionale del prodotto, ossia ‘questo è quello che ho’;
– evidenziazione del valore aggiunto, ossia ‘questi sono i suoi benefici per te’;
– stimolo all’azione, ossia ‘questo è quello che allora devi fare per averlo’;

Ed ecco che ci colleghiamo ad un altro fattore fondamentale: è essenziale chiedere in modo diretto all’utente di fare un’azione, ossia di cliccare un link, di telefonare, di inviare una richiesta via mail. Qualsiasi tipo di contenuto necessita infatti una esplicita call to action. E quelli che ce l’hanno convertono di più.

Ed infine, la credibilità. Magari il mercato è interessato al prodotto, magari ha compreso al meglio i benefici e sa anche come fare per ottenerli, eppure esita. Ha paura, non si fida. Nulla di strano: viviamo in un periodo e in un mondo dove ci sarebbe da sorprendersi del contrario.
E allora in questo caso, bisogna guadagnarsi la fiducia del mercato, degli utenti, costruendo solide relazioni proprio attraverso la diffusione di contenuti appropriati.
E non arrendersi!

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