I millenials salveranno il turismo italiano?

La generazione di nati tra il 1980 e il 1995 rappresenta un target molto interessante per il turismo. Si tratta infatti di un segmento che ha una spiccata passione per i viaggi e che, soprattutto nella maggior parte dei mercati che interessano il turismo italiano, è abbastanza consistente e in continua crescita.
Sono i turisti del futuro, coloro che visiteranno le destinazioni italiane nei prossimi anni, i clienti delle nostre imprese turistiche.
Ma noi siamo appetibili e d’interesse per questi nuovi turisti? La risposta immediata è ‘si’, ma di fatto è veramente così? In realtà, ho dei dubbi.

I millennial sono infatti immuni alle tecniche tradizionali del marketing turistico e della promozione. Non si fidano dei brand che si rivolgono a loro in modo diretto e frontale. Ma non solo: non si fidano delle pubblicità né dei testimonial, anzi ben il 68% dichiara di non apprezzarne l’uso strumentale e fittizio.
Ed è invece esattamente ciò che facciamo nel turismo italiano.

Non ne vogliono sapere di promozioni e di messaggi, vogliono prove e conferme e quindi cercano in rete dimostrazioni, rassicurazioni e garanzie anche da parte di persone che non conoscono direttamente. Sondano il web alla ricerca di opinioni, commenti e pareri di amici virtuali e reali, familiari, conoscenti di cui si fidano per raccogliere informazioni, dettagli e racconti, in merito ai prodotti di loro interesse per verificare se sono in linea con le loro aspettative e i loro gusti.
E questo quindi costituisce già un handicap per il nostro sistema turistico.

Spesso sono ‘bollati’ come turisti low cost, ma non è proprio così: fanno continuamente ricerche di ogni tipo per trovare le offerte più convenienti e il miglior rapporto qualità/prezzo anche se, comunque, sono disposti a pagare il valore di un’esperienza unica.

Per loro la parola d’ordine è ‘valore’. E anche su questo punto ci sono sicuramente delle criticità: siamo sicuri che le nostre offerte e attrattive rappresentino delle proposte di valore per loro? Per esempio, il nostro prodotto ‘città d’arte’, così come è strutturato, può essere di loro interesse? Il nostro modello d’accoglienza è in linea con le loro esigenze?
E ancora: il nostro valore viene percepito? E, soprattutto, corrisponde al loro concetto di valore?

Se vuoi leggere tutto l’articolo pubblicato sul blog di TTG, The Matador, clicca qui

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Comments 1

  1. Hotel Sanremo

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    Bell’articolo, sono rimasto colpito dal fatto che ogni obiezione mi venisse leggendo, subito mi veniva data la risposta. Mi trovo completamente d’accordo su tutto, ho notato che le nuove generazioni sono propense a scegliere la meta della vacanza in base a ciò che dicono i blogger turistici o in base a ciò che leggono sui social network. Ho anche notato la propensione di queste generazioni ad andare in vacanza all’estero, forse per un’idea comune che l’Italia non valga più neanche dal punto di vista turistico e ciò non è bello poichè l’Italia ha ancora molto da offrire..detto ciò, vedremo l’evolversi della situazione.

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