Il 2°errore da evitare nel content marketing

Ecco il secondo errore più comune assolutamente da evitare nel content markerting. In realtà, si tratta di più errori che si possono tutti ricondurre al macro tema: argomenti vs pubblico di riferimento.

In primis, c’è l’incapacità (e quindi l’assoluta necessità) di definire in modo coerente e chiaro l’audience in relazione all’argomento sviluppato.

Audience differenti richiedono approcci e contenuti differenti, anche all’interno della stessa nicchia e segmento di mercato.
Nel creare contenuti, quindi, è necessario comprendere bene quali informazioni, idee e concetti risultano più efficaci in relazione al destinatario cui ci si rivolge.
E l’unico modo per riuscirvi è scavare a fondo nella nicchia di riferimento e definirne uno ad uno i suoi singoli componenti. Se non si è in grado di farlo, sarà estremamente difficile creare contenuti personalizzati ed altamente profilati (ossia quelli che funzionano!). In questo caso, allora bisognerà optare per contenuti più generici, in modo tale che possano adattarsi ad un audience più ampia e meno definita, anche se sicuramente le azioni saranno meno efficaci e i risultati meno tangibili.

Non comprendere la presenza online del proprio target
Dopo aver capito da chi è costituita la propria audience, il passo successivo fondamentale, che ogni destinazione ed azienda turistica deve compiere, è comprendere dove gli utenti si incontrano ed interagiscono tra di loro online.
Se ciò non viene compreso, difficilmente si potranno individuare le tipologie di contenuti che preferiscono, come e dove li condividono, e quindi altrettanto difficilmente si potranno costruire contenuti di qualità, pertinenti e rilevanti, facendo leva su quei concetti che già sapete capaci di stimolare una conversazione e di creare risonanza e viralità.
È quindi essenziale chiedersi:
– il mio target partecipa in modo attivo ai forum? (quasi tutte le nicchie attive lo fanno)
– quali sono i blog più popolari tra il mio pubblico?
– dove sono più socialmente attivi: su Facebook, Twitter, Google+,…?

Non comprendere il tipo di contenuto preferito dalla propria audience
Non a tutti piacciono gli stessi tipi di contenuti. Per esempio, i più giovani, esperti in tecnologia preferiscono in misura maggiore i contenuti visual, ossia immagini, video o al limite i contenuti misti ma sicuramente non amano i testi, soprattutto se lunghi e senza nessuna esca visiva che ne faciliti la lettura.
Al contrario, gli adulti, con un buon livello di istruzione, poco avvezzi ai contenuti online preferiscono ovviamente materiale scritto e altamente dettagliato.
È quindi importante una volta definita la tipologia di audience, osservare quale tipo di contenuti prediligono e scelgono sia per sé sia da condividere.
Di conseguenza, è bene chiedersi:
– quali sono i contenuti più popolari nei forum dove si riunisce il mio pubblico?
– quali tipologie di post sono più popolari nei blog che seguono i miei clienti?
– quali contenuti hanno un alto tasso di engagement e condivisione social?

Non comprendere le preferenze di condivisione della propria audience
Le persone in base alle loro origini demografiche agiscono sui social media in modo diverso. Osservando attentamente la propria audience si può avere una chiara idea di quali strumenti utilizzano per condividere i contenuti online.
Arrivati a questo punto, quindi bisogna chiedersi:
– i miei clienti inoltrano via mail i contenuti di loro interesse?
– sono attivi su Facebook ? e su Twitter?
– seguono blog o altre tipologie di pubblicazioni online?
– preferiscono iscriversi ai feed RSS, crearsi una propria libreria di segnalibri preferiti oppure twittare o ‘pinnare’?

Capire come e quando alla propria audience piace condividere i contenuti può fare la differenza tra il successo e il fallimento della strategia di content marketing della vostra destinazione o azienda turistica.

In sintesi, definendo in modo accurato il target, sarai in grado di scoprire come la tua audience si segmenta in rete e nel web 2.0, dove i tuoi clienti cercano le informazioni, come e dove interagiscono tra di loro, il tipo di contenuti che preferiscono e le modalità di condivisione. Ciò ti permetterà di comprendere quali saranno le idee e i concetti in grado di catturare l’attenzione della tua audience e che saranno più facilmente apprezzati e condivisi.

Nel prossimo post parleremo dell’errore #3!

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