I 6 errori da evitare nel content marketing #1

Nel mercato turistico attuale, tra le tecniche di promozione online, il content marketing continua ad acquisire sempre più importanza e allo stesso tempo continua però a mietere sempre più vittime. Già perché ancora oggi purtroppo sono pochi quelli che hanno veramente capito come utilizzarlo. Se infatti non è usato in modo appropriato difficilmente porta risultati soddisfacenti e visibili.
Andiamo allora a vedere da vicino quali sono gli errori più comuni e come evitarli.

#1 Gli obiettivi
Spesso si cercano di raggiungere più risultati con un’unica iniziativa.
Se però è vero che utilizzando il content marketing si possono raggiungere tanti obiettivi differenti è altrettanto vero che non si possono conquistare tutti nello stesso momento.
In questo modo, infatti, si ottiene solo l’effetto contrario: il rischio reale è di non raggiungerne nemmeno uno.
Quindi, come fare?
Prima di definire una strategia di content marketing, è dunque necessario comprendere e definire in modo chiaro ed inequivocabile i propri obiettivi.
Vuoi attirare nuovi clienti verso il tuo sito?
Stai cercando di creare engagement con i tuoi follower?
Vuoi migliorare il tuo posizionamento online?
Vuoi rafforzare la brand awareness della tua destinazione o azienda turistica sul mercato?

Senza dubbio, il content marketing è lo strumento ideale per raggiungere tutti questi obiettivi ma bisogna procedere un passo alla volta. Per esempio, se vuoi incrementare i link in entrata e le social mentions per migliorare il ranking del tuo portale di destinazione o del tuo albergo, promuovere gli eventi sul territorio o pubblicare contenuti generici sul brand non ti aiuterà certo a raggiungere gli obiettivi preposti.
È quindi importante identificare cosa si vuole ottenere e definire le azioni e le attività più idonee da mettere in atto.

Altro errore molto comune, correlato al primo, è quello di non accordare il proprio scopo al proprio pubblico. Ogni ‘goal’ richiede infatti strategie diverse in relazione al target cui si rivolge. Se l’intento è attirare traffico verso il sito ed incrementare le prenotazioni/vendite, non ha senso creare contenuti generici che si rivolgono ad un target molto ampio che solo in minima parte è veramente interessato a ciò che gli viene offerto. Non si può dire lo stesso ovviamente se lo scopo è incrementare la brand awareness della destinazione turistica sul mercato oppure costruire link in ottica SEO per migliorare il proprio ranking: in questi casi, infatti, creare contenuti generici e ad ampio spettro è assolutamente un’ottima strategia.
Non bisogna dimenticarsi quindi che il content marketing è veramente efficace solo se prima si stabilisce l’obiettivo e successivamente lo si adatta a quelle che sono le reali esigenze della propria audience.
E questo significa una cosa sola: non bisogna aver paura di segmentare.
Un contenuto di qualità altamente segmentato può infatti avere margini di conversioni molto più ampi di un contenuto generico, in quanto si rivolge a nicchie mirate che di solito, anche se numericamente più contenute, hanno un grado di interesse superiore.
Tuttavia, anche i contenuti generici, se di qualità, hanno un loro valore, in quanto possono portare nuovi link, favorire le condivisioni social e incrementare la brand awareness. Ugualmente, i contenuti informativi e formativi sono utili perché creano attaccamento al brand e fidelizzano i clienti.
Risulta quindi evidente quanto il content marketing sia davvero uno strumento in grado di soddisfare le esigenze di promozione più disparate. Tuttavia, ciò di fatto avviene solo se si costruiscono i contenuti avendo ben chiaro l’obiettivo che si intende raggiungere, in modo tale da trovare il linguaggio, l’idea e la creatività appropriata all’audience di riferimento.

Nei post dei  prossimi giorni andremo a vedere quali sono gli altri 5 errori da evitare!

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