Gestire le destinazioni sui social media

Le chiavi per il successo: suggerimenti e riflessioni

I social media non sono altro che un insieme di strumenti sui quali si conversa e che permettono alle persone di rimanere in contatto tra di loro. Per le destinazioni e i territori, sono molto efficaci, efficienti e, se utilizzati correttamente, portano ottimi risultati.
Perche? Perché è lì che si trovano sia i turisti acquisiti di una destinazione sia quelli potenziali, ossia quelli che ancora non la conoscono e che neppure l’hanno mai presa in considerazione. Insomma, il mercato e i turisti stanno in questa immensa piazza virtuale che sono i social media.
Tuttavia, troppo spesso, i social media sono utilizzati dalle destinazioni e dalle aziende turistiche, come semplici bacheche pubblicitarie. Niente di più sbagliato perché concettualmente va proprio in direzione opposta all’utilizzo che ne fanno gli utenti. I turisti infatti vanno su facebook e twitter o nelle community perché vogliono condividere e raccontare le proprie esperienze e scoprire quelle delle altre persone. In tutto questo, non c’è nulla di commerciale: i social media non devono essere utilizzati come un canale di promozione. E questo spiega perché altrettanto spesso le destinazioni faticano ad ottenere risultati, in termini di engagement e condivisioni e spesso invece collezionano critiche o abbandoni.
Ed è un vero peccato perché il turismo e le destinazioni, senza volerlo, hanno un potere che altri settori non hanno e vorrebbero. Il turismo ha infatti un valore intrinseco eccezionale di cui spesso non si rende neanche conto, ossia un’incredibile capacità di seduzione. In realtà, serve poco perché basta una semplice immagine o un commento positivo a provocare subito il desiderio.
Dove sta allora il problema? Innanzitutto, nel fatto che le destinazioni pubblicano contenuti senza mai immedesimarsi nei turisti, senza mai pensare alle loro esigenze o a quali potrebbero essere i loro interessi. Basta guardare i tweet e i post di molte destinazioni per rendersene conto: sono tutti uguali e dicono sempre le stesse cose!!
E il motivo è semplice: manca una strategia di fondo e sovente mancano anche gli obiettivi generali.

Facciamo quindi il punto sulle tre piattaforme più utilizzate in Italia e vediamo cosa dovrebbero fare le destinazioni per ottenere risultati concreti.

Facebook

La quantità di fan non necessariamente è un indicatore attendibile per comprendere se si sta gestendo la pagina in modo efficace. Bisogna infatti essere onesti: raggiungere un grande volume di fan non è facile ma neanche impossibile. Esistono diverse modalità infatti per riuscirvi, a partire dalle campagne a pagamento, anche se ovviamente i risultati sono decisamente aleatori. Va detto che per una destinazione una crescita organica mensile adeguata e corretta, senza rincorrere a investimenti pubblicitari, dovrebbe attestarsi tra l’1 e il 4%.
Alcuni esempi per saliere di più sarebbero:
Investimenti pubblicitari
Facebook ha semplificato la propria piattaforma di annunci, offrendo la possibilità agli utenti di suddividere gli investimenti in base agli obiettivi che si intendono raggiungere. Se incentivato, l’incremento mensile medio può essere tra il 10 e il 15%. Si tratta di una modalità da utilizzare ma con molta attenzione e parsimonia.
Ottenere un buon numero di fan è importante ma non deve essere l’obiettivo primario e soprattutto l’unico. Quello che conta infatti è avere dei fan veri, interessati e attivi, ossia che interagiscano con la destinazione e tra di loro. Non necessariamente infatti un numero cospicuo di fan garantiscono un altrettanto cospicuo livello di interazioni.
Ed invece per le destinazioni e le aziende turistiche, è importante che la pagina sia animata (mi piace, commenti, condivisioni), in modo tale che la sua viralità aumenti e di conseguenza richiami l’interesse di nuovi fan.
Come? La risposta è sempre la stessa: utilizzando contenuti di qualità e di valore per gli utenti. In particolare, meglio prediligere le fotografie che sono quelle che generano più engagement, in quanto sono immediati, facilitano l’immedesimazione in che le guarda e stimolano il desiderio di partire. Generalmente, sulla pagina facebook di una destinazione gli utenti cercano – e si aspettano di trovare – immagini della natura, paesaggi e persone. Non bisogna infatti dimenticare che se si comunica alle persone…nelle foto è importante che ci siano delle persone.
Ma soprattutto, ciò che conta, su facebook così come su tutti i social, è la costanza.
È importante stabilire una quantità di contenuti da condividere settimanalmente e fare il possibile per rispettarla. e Generalmente, bisognerebbe pubblicare una media di 3 contenuti al giorno, in modo tale da consolidare la community.

Twitter

L’approccio con il quale si deve gestire twitter è diverso da facebook, in quanto gli utenti lo usano in modo diverso. Twitter serve per comunicare istantaneamente; viene utilizzato per informazioni di servizio, per segnalare nuovi contenuti sul blog o sul sito, per condividere news.
Dal punto di vista pubblicitario, Twitter è ancora un po’ indietro e quindi l’incremento dei follower può essere fatto solo in modo organico.

Instagram

Anche se Instagram ha ‘solo’ 400 milioni di utenti ed è il più giovane rispetto agli altri social media, tuttavia è quello che funziona meglio in ambito turistico, proprio perché utilizza le immagini come contenuto che, come abbiamo già detto, ben si prestano ad essere utilizzate dalle destinazioni ed aziende turistiche per la loro capacità di creare engagement e viralizzare. Tuttavia, la strada da fare è ancora lunga: sono ancora molte infatti le cose da imparare su questo canale social.
Un uso intelligente degli hashtag genera ottimi risultati e favorisce la virilizzazione dei contenuti.
Se gestire Instagram dal punto di vista tecnico è abbastanza semplice, non lo è altrettanto dal punto di vista strategico. Le destinazioni devono imparare, documentarsi e formarsi perché Instagram è la rete social del futuro, soprattutto per il turismo.

Le 10 regole per gestire i social media di una destinazione
Quali sono le modalità corrette per gestire in modo corretto ed efficace i canali social? Cosa bisogna fare?

1. Monitorizzare quello che si dice
Non basta monitorizzare le menzioni, si deve fare anche controllare gli hashtag e le parole chiavi. Oltre a seguire le conversazioni che si svolgono in rete, è fondamentale relazionarsi ed interagire con la gente, non solo con i propri ma con gli utenti in generale. È fondamentale rispondere alle menzioni, segnalare come favoriti i migliori tweet, condividere i spot pubblicati dai nostri turisti: insomma, generare engagement con il nostro pubblico e con i nostri potenziali visitatori.

Le liste di Twitter sono una risorsa importante per essere sempre aggiornati su quello che accade attorno della destinazione, ossia sulle imprese del settore, sulla concorrenza, sugli influencer e via dicendo. Ma sono anche utili per scoprire chi sta tweettando su un determinato tema, per esempio sulla destinazione e sui suoi prodotti turistici.

Di conseguenza, la destinazione deve sfruttare l’opportunità per promuoversi e comunicare con chi è realmente interessato. Se infatti si fornisce l’informazione giusta, alla persona giusta, è più facile riuscire a raggiungerei propri obiettivi: sparare nel mucchio sui social media è una strategia che non ripaga.

2. Analizzare la concorrenza
Nel marketing, l’analisi della concorrenza è essenziale ed ovviamente nei social media non poteva essere diverso. Bisogna quindi capire cosa fanno i concorrenti e come lo fanno, quanti follower hanno, quali sono i loro interessi, quali contenuto condividono.
Ovviamente, può essere utile identificare fra i loro contatti gli influencer, per ovviamente contattarli noi!.
Un consiglio: può essere utile creare una lista suTwitter e su facebook, in modo tale da poter sempre monitorare le azioni e le attività realizzate dalla concorrenza.

Dobbiamo essere consapevoli che catturare l’attenzione dei turisti e riuscire ad attirarli nella propria destinazione oggi è una vera e propri lotta ed il campo di battaglia prediletto sono i social media.

3. Foto e vídeo: indispensabili
I contenuti visual vincono sempre: qualsiasi sia il canale social è sempre fondamentale pubblicare post correlati da immagini o anche solo immagini come contenuti in sé. Su Twitter per esempio i messaggi con contenuti visual ricevono in media il 18% in più di click, l’89% in più di “preferiti” e il 150% in più di RTs. Ma anche i video piacciono molto agli utenti: secondo un’analisi svolta da Google, i video svolgono un ruolo strategico nel processo di ricerca e di scelta d’una destinazione turistica: il 64% dei turisti infatti li guardano nella fase di ispirazione, quando iniziano a pensare di fare un viaggio mentre il 63% nel momento in cui devo scegliere la destinazione.
Un altro dato interessante, sempre rilevato da Google, ha evidenziato che il 62% dei turista guardano i video condivisi dalle destinazioni e dalle aziende turistiche ma che una bella porzione, ossia il 37%, guarda quelli fatti dagli amici e familiari.

Questo significa che la destinazione deve creare contenuti interessanti ma non necessariamente da professionisti!!. Ciò che conta oggi più che la forma è la sostanza: le destinazioni e le aziende devono sapere raccontare e sfruttare l’enorme potere dello storytelling.

4. Condividere e sfruttare il contenuto generato dai turisti
Nelle fasi d’ispirazione e pianificazione di un viaggio, le principali fonti d’informazione dei turisti sono i famigliari e soprattutto gli amici (della rete), oltre ovviamente al web. In questo contesto, i social media svolgono un ruolo fondamentale, proprio per la loro capacità di influenzare le decisioni finali dei turisti.
Le destinazioni devono quindi trovare i contenuti creati e condivisi in rete dagli utenti, su Twitter, Instagram, Facebook, e ricondividere quelli più interessati sui propri canali. È infatti essenziale stimolare i turisti affinché creino e pubblichino storie, immagini, commenti della loro esperienza nella destinazione, trasformandosi loro in prima persona nei promotori del territorio, distribuendo in rete contenuti autorevoli e credibili, in quanto proprio creati dagli utenti stessi. In questo modo, si aumenta la visibilità e notorietà della destinazione in rete e si raggiungono nuovi turisti.

5. Interagire con le aziende del settore e gli operatori
È molto importante sviluppare interazioni con le imprese del settore turistico del territorio per generare conversazioni ma soprattutto per creare una forte coesione interna. Infatti, tutti gli attori di una destinazione hanno lo stesso obiettivo, ossia quello di attirare turisti. Di conseguenza, è fondamentale unire le forze e creare una sinergia fra tutti (Hotel, B&B, touroperator, guide turistiche, ristoranti, ecc.). Un modo eccellente per riuscirvi è utilizzare i social media, in particolare Twitter e Facebook, che ben si prestano ad essere utilizzati come canali di comunicazione interna.

6. Segmentare la pubblicità
Ormai anche sui social media si inizia a vedere un po’ di pubblicità, prima su Facebook, poi su Twitter e adesso anche su Instagram. Come sempre ma sui social media in particolare affinché la campagna abbia un impatto significativo è necessario segmentarla. Quanto più precisa è infatti la segmentazione quanto più efficace sarà la pubblicità. E quanta più rilevanza si ottiene, maggiore sarà la possibilità di generare opportunità di business sia per la destinazione sia per gli operatori. Per esempio, in base alla strategia di posizionamento definita, si può promuovere un tweet indirizzato ad un pubblico ben preciso (britannici, italiani, francesi, tedeschi), inviando proposte mirate e costruite sulle specifiche esigenze e abitudini di questo segmento.
Le campagne pubblicitarie su Facebook e Twitter sono utili esempio per ottenere più follower, più RTs, per incrementare il traffico web e le conversioni, e via dicendo. L’importante però è definire sempre degli obiettivi precisi e comunque non affidarsi solo all’adv. Sui social media ciò che conta è condividere contenuti, propria e di terzi, ed interagire.

7. Utilizzare i social come canale di vendite?
I social media non sono il luogo dove svolgere azioni marcatamente commerciali. Gli utenti in questi spazi infatti percepiscono come invadente e fuori luogo ogni tentativo di vendere loro qualcosa. Bisogna ricordarsi che i social sono fatti per conversare, scambiarsi opinioni, confrontarsi e informarsi. In questo senso, le destinazioni devono sapersi raccontare e raccontandosi guidare gli utenti con attenzione e abilità verso le sue proposte ed offerte. L’importante è non essere né invadente né troppo aggressivo.

8. Coinvolgere il turista
La esperienza del turista durante il viaggio è un fattore essenziale affinché:

  • ritorni nella destinazione
  • condivida positivamente il suo ricordo con gli amici in rete
  • promuova la sua esperienza e quindi la destinazione sui social media

Quanto più si riesce a coinvolgerlo quante più saranno le probabilità che uno se non tutti i punti sopra menzionati si verifichino.

In questo senso, è utile per esempio stimolare i turisti a condividere le proprie foto, a raccontare la propria esperienza, i modo tale da generare conversazioni in rete nel web 2.0. Gli stessi selfie possono essere usati come strumento di promozione della destinazione (importante creare un hashtag # e usae la geolocalizzazione) e allo stesso tempo per coinvolgere e creare engagement con gli utenti.
Per spingere quindi un turista a condividere e a raccontare la sua vacanza sui social c’è un solo modo: offrirgli un’esperienza unica ed indimenticabile.

9. Offrire informazioni utili alla audience
È totalmente inutile pubblicare contenuti generici e banali. Nei canali social della destinazione è infatti fondamentale che vengano distribuite informazioni, curiosità, notizie, indicazioni, in modo tale da spingere i turisti per decidere. Si tratta di guidarli alla scoperta delle destinazione e delle sue offerte, al fine di stimolarli a prenotare.

10.Non dimenticare mai gli hashtag!
Utilizzare sempre gli hashtag è fondamentale, in quanto serve per creare conversazione, rapporti e generare engagement. Che si tratti di Facebook, Twitter, Instagram….non bisogna mai dimenticarsi di inserirli. Ovviamente, è importante che siano pertinenti in relazione al contenuto, possibilmente già utilizzati e popolari, e facilmente comprensibili.

Tags :

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.