Fondi pubblici e compagnie aeree, fine di un’epoca?

La questione dei contributi e degli aiuti alle compagnie aeree è da sempre una questione scottante.

Le amministrazioni regionali e provinciali trovandosi oggi in grande difficoltà economica sicuramente apporteranno delle sensibili modifiche alle politiche in essere e ridurranno i sostegni solitamente stanziati; con molta probabilità, quindi, alcuni collegamenti, nati proprio grazie ai finanziamenti pubblici, saranno cancellati. Data la situazione è molto probabile che le compagnie aeree tenteranno di esercitare forti pressioni, se non veri e propri ricatti, verso i territori coinvolti.

Ora quello che bisogna capire è se tutti i soldi investiti hanno di fatto prodotto un ritorno economico e se hanno aperto nuovi mercati per la destinazione.

La decisione della Commissione Europea del 2005 relativa alle direttive per gli aiuti alle nuove rotte aeree, si fondava sul fatto che esse servivano fondamentalmente per lo sviluppo regionale. Queste direttive sono servite in Europa ed, evidentemente, anche in Italia per giustificare i contributi che, anche sottoforma di aiuti comunitari, hanno permesso ai vettori aerei l’apertura di nuovi collegamenti.

Senz’ombra di dubbio RyanAir è stata la compagnia che più ha utilizzato questa strategia anche se in realtà tutti i vettori aerei ne hanno beneficiato, Alitalia per prima.

Si tratta infatti di una pratica comune: le compagnie aeree che intendono aprire un nuovo collegamento chiedono  all’aeroporto di riferimento consistenti vantaggi, riduzioni dei costi – di handling e dispatching – e contributi per le iniziative promozionali e pubblicitarie.

I metodi solitamente utilizzati per mascherare questa pioggia di contributi sono diversi e tutti molto raffinati: da formule pubblicitarie ad operazioni di co-marketing fino all’acquisto anticipato di biglietti, ceduti successivamente agli operatori alberghieri e ai consorzi a sostegno diretto di alcune spese.

Sapere con certezza l’ammontare degli aiuti è quasi impossibile ma recentemente il Tribunale per la Concorrenza della Spagna ha reso pubblico un studio dove dimostra che, fra il 2007 e il 2011, i vettori aerei hanno ricevuto un totale di 250 milioni di euro di aiuti economici.

Il vettore regionale Air Nostrum, per esempio, ha ottenuto 100 milioni, Ryanair 50 milioni mentre Vueling ne ha avuti 18. L’elenco include quasi tutte le low cost (Air Berlin, Easyjet, Transavia, Jet2, Wizzair, ecc) ma anche alcune compagnie regionali spagnole.

Questo studio rivela anche che gli aiuti economici tuttavia non sono riusciti a consolidare la domanda generata dai vettori aerei, in quanto i sistemi turistici locali non hanno attivato parallelamente strategie ed azioni di sostegno e supporto. Di conseguenza, una volta esaurito il contributo di fatto si esaurisce anche la domanda. Alcune regioni spagnole hanno già dichiarato la riduzione di tali contributi e ovviamente le preoccupazioni nel settore crescono.

Se veramente sta finendo il tempo dei contributi e degli aiuti economici ai vettori aerei e low cost allora vedremo quali collegamenti si manterranno e quali, invece, spariranno.
Sicuramente laddove gli operatori e le destinazioni hanno lavorato bene e sono state in grado di creare una domanda nel mercato, il vettore rimarrà o magari ne arriverà un altro.

Ma se, come succede spesso, gli operatori e le destinazioni si sono limitate a godere dei flussi artificialmente creati, senza fare altro, dovranno iniziare a darsi da fare.

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