Fondi Europei: un’opportunità per il turismo

Il turismo, unitamente alla cultura, è considerato dalla Commissione Europea un settore altamente strategico.
Proprio per questo i Fondi UE rappresentano quindi una grande opportunità per gli operatori turistici, i consorzi e gli enti privati e pubblici del nostro Paese.
Tuttavia, è importante fare alcune precisazioni.

Innanzitutto, i Fondi Europei si suddividono in:
fondi a gestione diretta, ossia gestiti direttamente dalla Commissione Europea attraverso le proprie Direzioni Generali e/o Agenzie Esecutive sulla base di programmi di finanziamento tematici. Si basano su programmi specifici (HORIZON 2020, COSME, ERASMUS+, ecc.) e rappresentano circa il 20-22% del totale dei fondi disponibili.
fondi indiretti, ossia i fondi strutturali per la politica di coesione , che sono gestiti a livello nazionale e regionale e rappresentano circa il 76% dei fondi disponibili.

Ai bandi a partecipazione diretta possono partecipare gli operatori presentando una propria progettazione che abbia valenza europea. Tali programmi spesso sono considerati molto interessanti da parte dei soggetti territoriali a qualsiasi livello, in quanto offrono una copertura dei costi ammissibili decisamente superiore ai fondi indiretti (ovvero a quelli a cui è possibile accedere tramite la programmazione regionale).
Tuttavia essi presentano maggiori vincoli (ad esempio, devono avere valenza ed interesse internazionale europeo) e per questo sono difficilmente accessibili: sono pochi infatti i progetti che effettivamente vengono poi finanziati.
Nella programmazione precedente, per esempio solo il 10% dei programmi è stato accettato.

Laddove invece gli operatori, i consorzi e i soggetti turistici possono realmente cogliere ottime opportunità sono i fondi indiretti, detti anche fondi strutturali (o fondi della politica di coesione). Le Regioni sulla base delle linee strategiche e degli obiettivi che devono raggiungere (Programmazione strategica Italia 2020) devono definire un Piano Operativo Regionale (POR) sulla base del quale vengono poi istituiti a livello regionale dei bandi, ai quali gli interessati partecipano presentando specifici progetti.
Tali fondi sono concepiti secondo un approccio bottom up su base geografica e ciò permette agli operatori di esprimersi più liberamente, presentando progetti specifici realmente in grado di valorizzare le peculiarità e le risorse turistiche del proprio territorio.
Ad oggi, sono diverse le associazioni e i consorzi turistici che ne hanno già tratto beneficio, realizzando progetti sia inerenti le infrastrutture sia relativi alla creazione di nuovi servizi, dinamizzando aree poco sviluppate a livello turistico e dando visibilità e notorietà a territori non ancora riconosciuti dal mercato.

Al fine di riuscire ad ottenere l’assegnamento dei fondi, il dialogo tra Regioni ed operatori turistici è essenziale, in quanto la collaborazione pubblico-privata è essenziale per una reale e duratura crescita economica e turistica.
Non a caso, si tratta di un fattore molto apprezzato dall’Unione Europea, in quanto garantisce l’ottimizzazione delle programmazioni dei fondi strutturali, favorendo progettualità in grado di garantire uno sviluppo turistico solido con forti ricadute sui territori locali.
Invece, l’attuale sfiducia da parte degli operatori nei confronti delle amministrazioni e un troppo debole e precario rapporto con i privati da parte degli enti istituzionali spesso pregiudicano l’efficacia dei progetti presentati.

Per capire meglio come muoversi, nel prossimo post, parleremo delle linee strategiche della programmazione europea 2014-2020.
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