Donne e uomini: quanto sono social?

Come si comportano gli uomini e le donne sui social media? Ma soprattutto qual è la loro capacità di sviluppare engagement e il loro ruolo nell’attivare il passaparola?

Di fatto, recenti studi hanno dimostrato che le donne sono molto più attive sui social media (71% delle donne rispetto al 62% degli uomini), soprattutto su Facebook (58%), Twitter (62%), Pinterest (70%) mentre gli uomini primeggiano su Linkedin (64%), Google+ (54%) e You Tube (54%). In particolare, si tratta di un dato interessante di cui tener conto quando si parla di conversazioni sia online sia offline, e soprattutto quando si tratta di raccomandazioni e consigli in quanto le donne risultano essere molto più persuasive rispetto agli uomini.

Le donne in genere sviluppano in misura maggiore il WOM, ossia il passaparola: durante la settimana infatti parlano di brand circa il 13% in più rispetto agli uomini, eccetto che di automobili, tecnologia e sport, dove ovviamente quest’ultimi primeggiano.

Inoltre le donne sono anche quelle più profondamente influenzate e influenzabili dal Wom: sono infatti più sensibili ai consigli che vengono loro offerti così come sono più facilmente propense a credere a quello che dicono gli altri consumatori, a fare prenotazioni e acquisti in base a quanto raccomandato loro. In questa particolare fase, la distinzione per genere tende a ridursi perché anche gli uomini risultano essere molto influenzabili: se il 36% delle donne infatti cerca maggiori informazioni in seguito a una raccomandazioni così fa anche il 33% degli uomini e se il 52% delle donne procede con l’acquisto ugualmente il 46% degli uomini.

Inoltre, il Wom attivato e generato dalle donne è molto più forte, nel senso che risultano più brave a raccomandare di quanto lo siano gli uomini. I maschi stessi danno maggiore credibilità ad un consiglio ricevuto da una donna rispetto a quello dato da un uomo (circa il 68%). Insomma, non c’è alcun dubbio, e anche il genere maschile concorda: le donne forniscono le raccomandazioni migliori.

Questi dati possono essere molto utili nell’elaborazione di strategie di marketing turistico. D’altra parte si sa che nel turismo sono le donne a decidere la tipologia di vacanza e la destinazione, soprattutto in famiglia.
Quindi sia che si tratti di campagne adv online e offline sia che si tratti di azioni sui social media è importante che i messaggi elaborati incontrino sempre il consenso delle donne.

Perché come afferma l’esperta in social media strategy, Ekaterina Walter, oggi il mercato sia online sia offline ha sempre più l’aspetto di un matriarcato.

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