Dalle slide al fare

Sono ormai diversi anni che faccio docenze sia ad operatori del settore turistico privato e pubblico presso istituzioni ed aziende sia a studenti universitari o di corsi post laurea, master e via dicendo. I temi che tratto sono quelli più gettonati degli ultimi anni, dal SEO al web analytics, dalla commercializzazione di servizi turistici online ai social media e a tutto ciò che è web 2.0.

Ho frequentato a mia volta corsi in Italia e all’ estero, ho partecipato a convegni sia fisicamente sia seguendo tutto cio’ che veniva raccontato in rete. Ho seguito corsi online e altro ancora.
Chi mi conosce sa che cerco di essere sempre molto pratica perché prima di essere una docente sono una che lavora nel turismo e svolge attività operative in prima persona.
Ho sempre creduto e sostenuto l’approccio del learning by doing, soprattutto per la tipologia di temi che tratto, legati al digital marketing, credo sia fondamentale un approccio pratico.
Ultimamente, confrontandomi con i miei ‘studenti’ e soprattutto raccogliendo feedback circa i miei corsi, ho sentito un forte bisogno di concretezza, un gran desiderio di ‘imparare a fare’, nel senso crudo del termine. Molti operatori mi hanno raccontato di aver partecipato a diversi corsi, conferenze e di esserne stati, in un primo momento, entusiasti ma poi, una volta, ritornati a casa, di esserne rimasti delusi. Nonostante infatti avessero appreso l’importanza di facebook, di twitter o di youtube, oppure avessero imparato come costruire una campagna in adwords oppure ancora avessero scoperto, ultimamente, l’utilità dello storytelling non riuscivano a trasformare queste nozioni teoriche in azioni efficaci. Insomma, non riuscivano a tradurre ed applicare quanto appreso alla loro specifica realtà.

Tutte queste nozioni inserite in google o in slideshare restituiscono migliaia di presentazioni, di progetti, white paper fantastici ma….. poi? Insomma, è proprio vero che ‘tra il dire e il fare c’e’ di mezzo il mare!’.
I problemi che emergono sono sempre gli stessi: mancanza di tempo, mancanza di risorse economiche ed umane, incapacità di applicare quanto appreso alla propria realtà specifica. Così a poco a poco l’entusiasmo entusiasmo iniziale si spegne una volta usciti dall’aula e la routine riprende il sopravvento.
Riflettendo ho pensato in occasione del corso per operatori Apt del Trentino, organizzato da Tsm e dedicato al tema del “digital planning“, che si è tenuto lo scorso venerdì (20 aprile), di lasciare le slide a casa, dal momento che in rete di materiale se ne trova fino alla nausea mentre mai nessuno spiega realmente come fare in modo contestualizzato un planning e come metterlo in pratica. Venerdì prossimo ci proverò. I risultati ve li racconteranno poi i partecipanti.
L’obiettivo è molto chiaro, forse non semplice: insegnare ai destination manager a camminare con le proprie gambe, a fare le scelte giuste per il proprio territorio, a gestire un budget e a misurarne i risultati, ma soprattutto ad avere un metodo di lavoro che permetta loro di operare attivamente in contesti in continua evoluzione, dando un senso ed un significato agli strumenti che la rete, e il web in generale, offrono loro.

Sabrina Pesarini

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