Come vuole le destinazioni il mercato turistico ?

Le destinazioni oggi devono fare fronte a molte sfide, se vogliono incrementare i flussi turistici sul proprio territorio. Il turismo infatti è cambiato vertiginosamente tanto nell’offerta quanto nella domanda, diventando sempre più complesso; questo di fatto rende sempre più difficile comprendere quali sono i veri scenari così come individuare le problematiche che influiscono sul successo o fallimento di una destinazione.
Nel mercato attuale, la gestione e il destination marketing devono prendere in considerazione numerosi aspetti, di cui molti esterni alla destinazione ma ugualmente importanti perché capaci di incidere pesantemente sul suo funzionamento.

Tra questi elementi, possiamo indicare:
– l’incertezza economica: la crisi economica del 2007, la recessione, le politiche di austerity, il rallentamento della produzione, la perdita di posti di lavoro, ecc;
– la volubilità dei mercati: sovente quelli che oggi sembrano appetibili non è detto che lo siano anche domani; basta pensare quello che è successo con il mercato russo;
– la riduzione dei budget: le risorse sono sempre meno e sempre più scarse;
– le tecnologie digitali;
– la sharing economy.

L’impatto della sharing economy sul settore turistico è sempre più evidente, ed è a tutti gli effetti un’arma a doppio taglio. Se da un lato infatti incrementa il numero di turisti, targettizzando segmenti prima sconosciuti per una determinata destinazione, dall’altro, riduce gli introiti del settore, limita i ricavi derivanti dalla tassa di soggiorno e crea conflittualità tra gli stakeholder della destinazione.
La sharing economy è una realtà che non è possibile ignorare: i trend infatti la considerano un cambiamento a lungo termine.
Ma perché piace così tanto? Probabilmente perché i turisti ne ricavano dei benefici emozionali: si sentono infatti gratificati dall’appartenere ad una community, la condivisione li fa sentire bene con se stessi, generosi e anche responsabili, permettendo loro di mantenere uno stile di vita smart.
Ma ci sono anche dei benefit razionali, come il risparmio, la sostenibilità ambientale, economica e sociale, la flessibilità e la praticità. Insomma, la sharing economy c’è ed esiste e per le destinazioni rimane un’unica soluzione …..affrontarla e cavalcare l’onda!!

Ma fra tutti i cambiamenti il principale resta sempre il turista 2.0. Un turista sempre più connesso e mobìle, che vuole avere il controllo e pretende complementarità tra i diversi device di comunicazione. Un turista autonomo e indipendente – non a caso sono in sensibile aumento i viaggi DIY (Do It Yourself); un turista che ha poco tempo a disposizione – ed infatti si è diffusa la cultura della gratificazione immediata così come cresce la ricerca di proposte su misura e personalizzate – le esperienze devono essere autentiche ed immerse nella cultura locale. Insomma, un turista complesso.

Ma non solo: oggi i turisti sono anche “silenziosi”. Ossia, non entrano mai in contatto con la destinazione, fanno tutto da soli grazie ad internet, si muovono sul territorio armati del proprio smartphone cercando, prenotando, condividendo. Non a caso, si parla di silent traveller proprio perché difficilmente si riesce a percepirne la presenza anche se in realtà rappresenta oltre il 30% dei flussi turistici totali delle destinazioni.

Questo significa che le destinazioni turistiche oggi devono confrontarsi con nuove sfide, che vanno ben oltre a quelle cui siamo stati abituati nel passato. Oggi, non è più sufficiente mettere in campo le solite azioni: le sfide che le destinazioni turistiche hanno davanti a sé sono 2.0. Tuttavia, non è da intendersi solo in chiave tecnologica; sono 2.0 perché sono strettamente legate al turista e obbligano le destinazioni ad adeguarsi a lui, rispondendo alle sue esigenze.

Le principali sfide che le destinazioni turistiche devono affrontare sono:

1. Assicurare la sostenibilità economica dell’ecosistema destinazione, ovvero supportare con azioni adeguate di management e marketing la redditività degli operatori della destinazione
2. Gestire in modo equilibrato la destinazione
3. Valorizzare in modo sostenibile le risorse presenti in destinazione
4. Gestire e valorizzare l’informazione e la sua diffusione
5. Integrare i nuovi modelli collaborativi per lo sviluppo turistico (progettazione partecipata)
6. Mettere in atto politiche di marketing integrate (destination branding e destination reputation)
7. Strutturare un ecosistema di destinazione in grado di rispondere alle esigenze del mercato (personalizzazione, relazione e connessione)

Il turismo 2.0 si sta trasformando in smart tourism: questo significa che le destinazioni dovranno trasformarsi da semplici luoghi in smart destination perché il loro futuro è quello di diventare multi esperienziale.
Ed è proprio questo che il mercato richiede alle destinazioni turistiche: di essere creative, smart, partecipative, peer to peer.

Nel prossimo post affronteremo come ci si può trasformare in una destinazione smart.

Tags :

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.