Come elaborare un’analisi di competitività sui social media?

Le destinazioni turistiche così come le aziende che desiderano misurare la propria influenza sul mercato online possono iniziare, elaborando un’analisi dei propri competitor, ossia esaminare le loro performance sui social media. Un’analisi di competitività è infatti un modo efficace per comprendere l’efficacia delle proprie azioni e anche per individuare nuove opportunità per il proprio brand che possono rappresentare un valore aggiunto per il pubblico che si intende raggiungere. Essere presenti in rete e soprattutto distinguersi nell’agguerrito mercato attuale è senz’altro il primo obiettivo da conseguire. In questo senso, la prima cosa da capire è se il proprio brand di fatto emerge nel fitto panorama dei social media. E sicuramente un’analisi di competitività è un buon modo per scoprirlo.

Per essere certi che le informazioni raccolte e analizzate in merito ai propri competitor siano utili è importante porsi un obiettivo. Altrimenti si rischia solo di scoraggiarsi, di sentirsi frustati se non addirittura arrabbiati per la scarsa rilevanza che il proprio brand potrebbe avere rispetto ai competitor analizzati. Sicuramente un’analisi permette di raccogliere idee su come sviluppare, attraverso il brand, engagement sui social media; di individuare opportunità che i competitor non stanno sfruttando e che potrebbero invece rappresentare un’importante occasione e di misurare come il mercato in generale si relaziona con i propri utenti sui social media.

È importante adottare un approccio oggettivo e costruttivo, senza rincorrere vani e futili scopi personalistici, ossia pensare di appagare il proprio ego raccogliendo dati entusiasmanti sulle proprie performance o semplicemente di trovare facili espedienti per migliorare le proprie azioni.

Quindi, da dove bisogna partire?

Il primo step è senz’altro identificare i propri competitor. È quindi necessario stilare un elenco delle potenziali destinazioni o aziende turistiche che lottano per catturare l’attenzione degli stessi potenziali clienti che interessano a noi. Una volta individuate, è necessario, come già detto, porsi un obiettivo da seguire e non perderlo mai di vista, durante tutta l’analisi, in modo tale da non andare fuori traccia, rischiando così di vanificare tutto il lavoro fatto. Un obiettivo concreto potrebbe essere per esempio verificare se per il proprio brand utilizzare Google+ potrebbe essere utile .

Una volta fatto questo, bisogna stabilire una modalità di approccio all’analisi. Ritornando all’esempio di Google+, si potrebbe stabilire di analizzare la tipologia di contenuti condivisi, le funzioni utilizzate e l’engagement sviluppato da ogni singolo competitor.
Per ogni contenuto condiviso si potrebbe fare un elenco in base alla diversa tipologia, includendo immagini, video, link o altri contenuti condivisi in rete dagli utenti di Google+.
Per quanto riguarda invece le funzionalità utilizzate, in questo caso, si potrebbero semplicemente individuare gli ‘hangout’, ossia i video ritrovi utilizzati.
Inoltre, si può stilare un elenco degli indicatori che ci consentono di misurare l’engagement, i KPI, ossia i Key Performance Indicators.
Come si può infatti stabilire il successo del proprio brand? Per Google+ per esempio si possono analizzare le condivisioni di ogni singolo post, i commenti e i nuovi contatti generati da ogni azione effettuata.
Ovviamente, i KPI non sono esaustivi in sé. Ci sono infatti alcuni parametri nascosti che ugualmente possono indicare la buona performance di un brand, come per esempio il revenue e il numero di pagine visitate generate dai back link e dai link in uscita verso i canali social.

Nel momento in cui si raccolgono questi dati, è importante inoltre fissarsi dei termini di tempo, come per esempio 30 o anche 60 giorni, oltre ai quali poi si può procedere all’analisi.

Per raccogliere i dati in modo preciso e utile ai fini dell’analisi è bene predisporre un foglio di lavoro unico, suddiviso per voce, che indichi i vari competitor esaminati e i singoli valori misurati per ognuno. Inserire infatti tutti i dati su uno stesso foglio permette infatti di avere un quadro completo della situazione, molto utile in fase di analisi.

Una volta che il foglio di lavoro è ultimato si può procedere all’analisi mantenendo ben saldi gli obiettivi preposti. Sempre facendo riferimento all’esempio di Google+, potremo scoprire che i nostri competitor per esempio trascurano la funzione degli ‘hangout’ e che quindi potrebbe essere un elemento da sfruttare invece a nostro vantaggio. Oppure potremo scoprire che il livello di engagement e il numero totale di follower dei nostri competitor è troppo scarso e decidere che non ci interessa utilizzare questo canale social.

Se fatta propriamente un’analisi di competitività richiede molto tempo e risorse. Ma allo stesso tempo è in grado di fornire molte informazioni utili che sfuggono ai nostri stessi competitor. Inoltre può essere d’aiuto per sviluppare una strategia social media efficiente o per migliorare e affinare le tecniche già utilizzate dal proprio staff.

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