Cluster IT del turismo

Recentemente ho partecipato ad un seminario di lavoro per aziende del comparto IT, specializzate nel turismo. Il Cluster IT del Turismo – gestito, organizzato e promosso dalla Fondazione Torino Wireless – è un’iniziativa interessante, grazie alla collaborazione tra i diversi attori pubblici e privati. A partire dal 2010 la Fondazione Torino Wireless supporta lo sviluppo di un Cluster turismo: un raggruppamento di aziende, all’interno del Distretto ICT piemontese, che si rivolge al settore turistico.

Il Cluster favorisce lo sviluppo collaborativo e definisce traiettorie tecnologiche condivise per la realizzazione di soluzioni ICT applicate al turismo e ai beni culturali. L’obiettivo di questo cluster è facilitare lo sviluppo di applicazioni verticali e quindi nuove opportunità di business per le aziende, oltre a creare casi di successo di applicazioni ICT che possano favorire una maggiore apertura degli operatori turistici tradizionali alle nuove tecnologie.

Si tratta di un modello interessante perché Torino Wireless si concentra nell’offrire alla Pubblica Amministrazione, agli Enti di promozione turistica, alle Associazioni di categoria e Consorzi turistici, un ampio ventaglio di soluzioni tecnologiche innovative generate dalle aziende, facenti parte di questo cluster. I prodotti tecnologici sono in grado di soddisfare sia le esigenze di enti di promozione territoriale sia quelle delle strutture ricettive e degli esercizi commerciali; teoricamente sono anche utili per soddisfare e fidelizzare i turisti e i visitatori.

L’incontro è stato interessante perché ha messo al confronto due realtà del mondo turistico: quelli che fanno e fabbricano tecnologia e quelli che lavorano nel turismo. Di fatto, l’offerta tecnologica per il turismo è molto ampia: va dai semplici – si fa per dire – motori di booking alle piattaforme web di promozione territoriale realizzate in base alle aspettative emozionali (modali) del visitatore, fino ad arrivare alla realtà aumentata, ai siti web mobile, ecc.

Tuttavia proprio in questo contesto, ho potuto riscontrare un grosso problema, ossia il profondo divario che esiste tra offerta e domanda. Aumenta infatti sempre più la distanza tra chi si dedica alle soluzioni tecnologiche, sempre attento alle nuove tecniche e all’innovazione, e chi queste soluzioni dovrebbe utilizzarle.

In altre parole, i primi pensano e parlano da ingegneri mentre i secondi – le destinazioni e gli albergatori – non capiscono cosa gli viene comunicato e soprattutto come possono essergli utili i prodotti tecnologici o i software proposti. È evidente come in realtà il settore turistico e forse anche l’utente turistico medio sia ancora fermo al web 1.0: anzi, addirittura molti albergatori e destinazioni, sono ancorati al web 0,8.

Questa situazione se risulta lampante a chi lavora nel turismo purtroppo non lo è ugualmente per chi lavora nella tecnologia. Esiste quindi un divario che forse in parte spiega le difficoltà che queste aziende incontrano nel vendere i propri prodotti.

Oggi, sono di moda le Apps. Molte destinazioni hanno già fatto o stanno pensando di realizzare Apps relative al proprio territorio ma purtroppo poche pensano che la prima cosa che tutti noi facciamo quando arriviamo in un altro paese è proprio quella di togliere il roaming internazionale. Sicuramente il web 2.0 è in forte crescita ma sono ancora poche le destinazioni e le aziende turistiche che veramente lo utilizzano: la maggior parte in realtà si limita ad aprire un account in facebook o su twitter.

La raccomandazione che ho voluto fare a questi imprenditori di tecnologia è stato chiara, anche se probabilmente, ai loro occhi, deludente: è inutile lavorare tanto per trovare la migliore innovazione se chi poi deve comprarla non è in grado di capirla e non intende utilizzarla. Ad oggi, nel settore turistico c’è soltanto un bisogno: vendere. Le tecnologie quindi che vanno in questo senso e servono per assicurarsi prenotazioni sicuramente avranno la meglio; le altre, quelle che danno valore aggiunto, faranno molta più fatica.

Purtroppo, questo è l’attuale scenario del turismo. Speriamo che cambi!!

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