AAA fondi per il turismo cercasi

In Italia, sembra che solo adesso ci si renda conto della mancanza di contributi per la promozione e per lo sviluppo turistico.

Sicuramente questo è dovuto ad una certa leggerezza di fondo: non si è mai pensato al turismo come ad un motore di sviluppo territoriale, ad un’industria, ad un settore economico che proprio in quanto produttivo necessita anche di essere alimentato.

A differenza di molti paesi nostri competitor, quindi, non ci si è preoccupati, a fronte della progressiva riduzione dei budget delle amministrazioni, di trovare altre fonti di finanziamento, come, per esempio, i fondi europei.

Le prospettive economiche per gli enti di promozione regionale e locale ad oggi sono alquanto “complesse”: il 57% di questi enti riconosce che ormai i contributi e gli aiuti pubblici non bastano più e soprattutto sono consapevoli che si ridurranno ancora. In questo senso, è necessario quindi ottimizzare al massimo i costi e le azioni di promozione, focalizzandosi solo su quelle che veramente possono portare risultati e promuovendo azioni innovative.

Ma è sufficiente dare una rapida lettura ai titoli dei progetti presentati dalle Regioni al Governo per ottenere finanziamenti, secondo  il protocollo condiviso dal Ministro del Turismo e dagli Assessori Regionali che regola appunto l’erogazione di finanziamenti destinati a progetti di eccellenza nel settore, per rendersi conto che questo non accade: vi è ancora una scarsa progettualità pubblico-privata, e soprattutto i progetti sono poco innovativi sia concettualmente sia operativamente.

I titoli sono sempre gli stessi: ‘valorizzazione’, ‘promozione dell’area’, ‘realizzazione eventi promozionali’. Curiosamente, invece, i due paesi nostri diretti concorrenti, Francia e Spagna, stanno invece realizzando progetti di eccellenza turistica. La profonda differenza emerge chiara già leggendo i titoli, ‘riconversione destinazioni mature’, ‘incremento della qualità’, ‘sviluppo prodotti turistici esperienziali’, ‘promo commercializzazione online’.

È vero che non ci sono più soldi nei canali pubblici ordinari ma in realtà esistono i fondi europei, che le Amministrazioni però non utilizzano perché per aggiudicarseli bisogna presentare progetti ragionati e ben costruiti: troppo complicato!

I soldi quindi ci sono ma sono stanziati solo per chi promuove progetti strutturali veri.

In particolare, quelli che prevedono la creazione di reti e di cooperazione sono quelli che hanno più possibilità di ottenere finanziamenti. La diversificazione dei prodotti spesso richiede una buona sinergia tra imprese, uffici turistici ed enti locali. I programmi dei fondi strutturali favoriscono quelle iniziative atte a promuovere la partnership sia tra imprese sia tra il pubblico e il privato, al fine di migliorare l’integrazione della catena turistica.

In Italia, le opportunità concrete di ricevere un sostegno finanziario variano a seconda dei programmi e delle Regioni ma in ogni caso è necessario avere alla base un minimo di strategia e di pianificazione, che purtroppo spesso mancano.

Le risorse ci sono ma vanno a chi presenta progetti congiunti pubblico-privato, che prevedono il coinvolgimento attivo di tutti i key actors.

Tags :

Leave a comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.