2014: l’anno della social media optimization

Il mondo del web è in continua evoluzione e le destinazioni e le aziende turistiche deveno essere sempre attente ai nuovi cambiamenti e agli eventuali effetti che questi possono avere sul proprio business.

Si parla già da diverso tempo dell’ottimizzazione dei social media, ossia della capacità dei social media di incidere sull’indicizzazione dei siti. Da quando Google ha infatti introdotto l’algoritmo di Hummingbird si sono creati nuovi spunti per migliorare l’ottimizzazione dei propri contenuti sui social media.

Google, intenzionalmente o meno, introducendo Google+ ha di fatto reso i post pubblicati su questo social network uno dei fattori più incisivi per il SEO. Ma non solo: il motore di ricerca ha incrementato il valore di tutte le condivisioni social. Fino a poco tempo fa, il SEO era fondamentalmente focalizzato sul link building, ossia sulla costruzione di link interni ed esterni al sito, e sullo delle parole chiave, le famose keyword.
Maggiore era il numero dei link ai contenuti del sito o al blog migliore era il posizionamento nel ranking e nella SERP di Google. Nonostante i link siano ancora estremamente importanti oggi però lo sono anche le azioni svolte e guadagnate sui social media, come i Like di Facebook e gli ‘shares’ su Linkedin, Twitter e Pinterest.

Ecco 5 consigli per ottimizzare i contenuti su social media:

1. Quando si fa un post, utilizzare immagini e in particolare posizionarle all’inizio, nella parte più alta, per avere un impatto maggiore sull’utente che le visualizza;

2. Creare sempre due titoli per ogni post: uno in ottica SEO (costruito utilizzando le parole chiave della coda lunga) e un altro invece più accattivante e di appeal per i social (più corto, più intrigante, in modo tale che colpisca subito l’attenzione dell’utente). Il primo da utilizzare sul sito o blog e il secondo invece per promuovere il contenuto nei diversi canali.

3. Curare i dettagli: attenzione agli errori di grammatica, ai refusi e ai link non funzionanti. Utilizzare bitly è per esempio molto utile per rendere i link  più corti e per fare quindi post da condividere sulle diverse piattaforme. Più infatti i post sono corti più creano engagement.

4. Utilizzare il post come amo per stimolare l’utente ad un’azione, inserendo una call to action. Meglio inserire domande seguite da ‘Clicca qui per saperne di più

5. Incoraggiare e stimolare i commenti e soprattutto rispondere.

E adesso non vi resta che provare!

Google

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